Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 10 agosto 2011

EQUITALIA IPOTECA SULLA CASA: NO SE IL DEBITO E’ INFERIORE A €.8.000,00

La Corte di Cassazione  Sezioni Unite  con la sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010 ha  affermato il principio secondo cui l’ipoteca prevista dall’art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973, rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, soggiace agli stessi limiti per quest’ultima stabiliti dall’art. 76 del medesimo d.P.R., e non può, quindi, essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila euro.

                                      REPUBBLICA ITALIANA
                            IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
                         LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
                                  SEZIONI UNITE CIVILI
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. CARBONE Vincenzo – Primo Presidente
Dott. PREDEN Roberto – Presidente di Sezione
Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere
Dott. FINOCCHIARO Mario – Consigliere
Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio – Consigliere
Dott. SALME’ Giuseppe – Consigliere
Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere
Dott. NAPPI Aniello – Consigliere
Dott. TIRELLI Francesco – rel. Consigliere
ha pronunciato la seguente:
sentenza
sul ricorso proposto da:
Equitalia ………, elettivamente domiciliata in Roma, via ……….., presso lo studio dell’avv……………….., che la rappresenta e difende per procura in atti;                   – ricorrente -
                                               contro
…………………., elettivamente domiciliato in Roma, via ………….., presso lo studio ………….., rappresentata e difesa per procura in atti dall’avv. …………………………..;  – controricorrente -
per la cassazione della sentenza n. 3770/2007, depositata dal Giudice di pace di Castellammare di Stabia in data 25/6/2007;
             Svolgimento del processo e motivi della decisione
rilevato che con atto di citazione notificato il 13/4/2007 a  Equitalia  ……,  il Sig. ………………. ha proposto opposizione alla iscrizione ipotecaria effettuata sull’immobile di sua proprietà, sito in …………….., asserendo che la stessa era dipesa dal mancato pagamento di una cartella esattoriale mai notificata e relativa ad un preteso credito di natura sconosciuta, ammontante ad appena 916,93 Euro;
che nella contumacia della convenuta, il Giudice di Pace di Castellammare di Stabia ha innanzitutto qualificato l’azione come opposizione all’esecuzione e dopo aver ritenuto la propria competenza (rectius, giurisdizione), è passato all’esame del merito, all’esito del quale ha annullato l’iscrizione perchè il credito garantito non arrivava agli 8.000,00 Euro previsti come limite minimo dal D.P.R. n. 602/73 art. 77, e succ. mod.;
che  Equitalia ………. ha impugnato l’anzidetta statuizione, deducendo con il primo motivo la violazione del D.Lgs. 546/92 art. 2, co. 1 lett. e) bis, (nel testo in vigore dal 12/8/2006 per effetto della modifica introdotta dal D.L 223/2006, convertito nella L. 248/2006), in quanto il giudice a quo non aveva tenuto conto del fatto che la predetta novella aveva attribuito alle Commissioni Tributarie la cognizione di qualsiasi controversia in materia d’iscrizioni ipotecarie ai sensi del D.P.R. 602/1973 art. 77; che con il secondo motivo la ricorrente ha invece dedotto la violazione e falsa applicazione del D.P.R. 602/1973 art. 77 , in quanto il Legislatore aveva fissato il limite minimo di 8.000, 00 Euro solo per l’avvio della espropriazione immobiliare, consentendo perciò d’iscrivere ipoteca anche per importi inferiori alla predetta soglia; che così riassunte le doglianze della ricorrente, osserva il Collegio che il …………….. ha notificato controricorso con il quale ha sostenuto l’infondatezza e, ancor prima, l’inammissibilità dell’avversa impugnazione, che rivolgendosi contro una sentenza emessa dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 40/2006, avrebbe dovuto essere proposta mediante appello e non con ricorso per cassazione; che quest’ultima eccezione non può essere condivisa perchè nel sistema all’epoca vigente, le sentenze pronunciate sulle opposizioni all’esecuzione potevano essere impugnate soltanto con ricorso per cassazione;
che tanto puntualizzato, giova rammentare che al pari delle controversie in tema di fermo di beni mobili di cui al  D.P.R. 602/73 art. 86, (che appartengono alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie solo se il fermo e stato eseguito a garanzia del soddisfacimento di crediti di natura tributaria: C. Cass. 2008/14831 e 2009/6593), anche quelle in tema d’iscrizione ipotecaria rientrano nella giurisdizione delle Commissioni soltanto nel caso in cui siano state effettuate per ottenere il pagamento d’imposte o tasse (C. Cass. 2009/6594); che nel ricorso introduttivo la Equitalia ……….  ha sostenuto che la controversia esulava dalla giurisdizione del giudice ordinario perchè riguardava la legittimità o meno di un’ ipoteca D.P.R. 602/73, ex art. 77;
che nella memoria exart. 378 c.p.c., ha precisato che si era trattato di un’iscrizione effettuata proprio a garanzia di un credito di natura tributaria, come del resto risultava dal documento n. 3, del fascicolo di primo grado del………………;
che tale documento, però, non offre alcuno spunto sicuro, in quanto nell’indicare il titolo del debito non pagato, utilizza l’espressione “totale tributi/entrate”, che per la sua equivocità non è assolutamente in grado di comprovare l’erroneità della pronuncia impugnata;
che non emergendo nemmeno dagli altri atti elemento a favore della natura tributaria del credito, va pertanto confermata la sussistenza della giurisdizione ritenuta dal giudice a quo;
che il primo motivo del ricorso va, quindi, rigettato al pari, d’altronde, del secondo, a proposito del quale basta rilevare che rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, anche l’ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del cotribuente non supera gli 8.000,00 Euro;
che al rigetto del ricorso consegue la condanna di Equitalia ……… al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 Euro, 200,00 dei quali per esborsi, oltre gli accessori di legge.
                                                    P.Q.M.
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, rigetta il ricorso e condanna la Equitalia ……….  al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 Euro, 200,00 dei quali per esborsi, oltre gli accessori di legge.
Così deciso in Roma, il 16 febbraio 2010.
Depositato in Cancelleria il 22 febbraio 2010
[Fonte: cortedicassazione.it]
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