Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 23 agosto 2012

Decreto 140 del 20 luglio 2012. Nuove tariffe professionali Avvocati, Commercialisti, Notai, Tecnici ecc. Regolamento in vigore dal 23.08.2012

E’ in vigore da oggi (23 agosto 2012) il Decreto n. 140 del 20 luglio 2012 contenente  il regolamento recante la determinazione dei parametri per la
liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi
dell’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Pubblicato in G.U.
n. 195 del 22-08-2012 )

                      MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

                    DECRETO 20 luglio 2012 , n. 140

Regolamento  recante  la  determinazione   dei   parametri   per   la
liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei  compensi  per
le professioni regolarmente vigilate dal Ministero  della  giustizia,
ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24  gennaio  2012,  n.  1,
convertito, con modificazioni, dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27.
(12G0161) 
                  Capo I Disposizioni generali 
                  IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 

  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto l'articolo 9, comma 2, primo periodo,  del  decreto-legge  24
gennaio 2012, n. 1 convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  24
marzo 2012, n. 27; 
  Udito il parere del Consiglio di Stato n. 3126/2012, favorevole con
osservazioni,  espresso  dalla  Sezione  consultiva  per   gli   atti
normativi nell'adunanza del 5 luglio 2012; 
  Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio  dei  Ministri
in data 16 luglio 2012; 

                               Adotta 
                      il seguente regolamento: 

                               Art. 1 

              Ambito di applicazione e regole generali 

  1. L'organo giurisdizionale che  deve  liquidare  il  compenso  dei
professionisti di cui ai capi che  seguono  applica,  in  difetto  di
accordo tra le parti in ordine allo stesso compenso, le  disposizioni
del presente decreto. L'organo giurisdizionale puo' sempre  applicare
analogicamente le disposizioni  del  presente  decreto  ai  casi  non
espressamente regolati dallo stesso. 
  2. Nei compensi non sono comprese le spese  da  rimborsare  secondo
qualsiasi modalita', compresa quella concordata in modo  forfettario.
Non sono altresi' compresi oneri  e  contributi  dovuti  a  qualsiasi
titolo. I costi degli ausiliari incaricati  dal  professionista  sono
ricompresi tra le spese dello stesso. 
  3. I compensi liquidati comprendono l'intero corrispettivo  per  la
prestazione  professionale,  incluse  le  attivita'  accessorie  alla
stessa. 
  4. Nel caso di incarico collegiale il compenso e' unico ma l'organo
giurisdizionale puo' aumentarlo fino  al  doppio.  Quando  l'incarico
professionale e' conferito a  una  societa'  tra  professionisti,  si
applica il compenso spettante a uno solo di essi anche per la  stessa
prestazione eseguita da piu' soci. 
  5. Per gli incarichi non conclusi,  o  prosecuzioni  di  precedenti
incarichi, si tiene conto dell'opera effettivamente svolta. 
  6. L'assenza di prova del preventivo di massima di cui all'articolo
9, comma 4, terzo periodo, del decreto-legge 24 gennaio 2012,  n.  1,
convertito, con modificazioni, dalla legge  24  marzo  2012,  n.  27,
costituisce elemento di valutazione  negativa  da  parte  dell'organo
giurisdizionale per la liquidazione del compenso. 
  7. In nessun caso le soglie numeriche indicate, anche  a  mezzo  di
percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la liquidazione  del
compenso,  nel  presente  decreto  e  nelle  tabelle  allegate,  sono
vincolanti per la liquidazione stessa. 

        
                    Avvertenza: 
              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art. 10, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni
          sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull'emanazione   dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle quali e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 
          Note alle premesse: 
              - Si riporta il testo  dell'art.  17,  comma  3,  della
          legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita'  di
          Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio  dei
          Ministri): 
              «Art. 17 (Regolamenti). - 1.-2. (Omissis). 
              3. Con decreto  ministeriale  possono  essere  adottati
          regolamenti nelle materie di competenza del ministro  o  di
          autorita'  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie di competenza  di  piu'  Ministri,  possono  essere
          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati
          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.». 
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  9,  comma  2,  del
          decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1: 
              «Art. 9 (Disposizioni sulle professioni regolamentate).
          - 1. (Omissis). 
              2. Ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1,  nel
          caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale,
          il  compenso  del   professionista   e'   determinato   con
          riferimento a parametri stabiliti con decreto del  Ministro
          vigilante, da adottare nel  termine  di  centoventi  giorni
          successivi alla data di entrata in vigore  della  legge  di
          conversione del presente decreto. Entro lo stesso  termine,
          con decreto del Ministro della giustizia, di  concerto  con
          il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono  anche
          stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle  casse
          professionali e agli archivi precedentemente  basati  sulle
          tariffe.  Il  decreto   deve   salvaguardare   l'equilibrio
          finanziario,  anche   di   lungo   periodo,   delle   casse
          previdenziali professionali. Ai fini  della  determinazione
          dei corrispettivi da porre a base di gara  nelle  procedure
          di affidamento di contratti pubblici dei  servizi  relativi
          all'architettura e all'ingegneria di  cui  alla  parte  II,
          titolo I, capo IV del decreto legislativo 12  aprile  2006,
          n. 163, si applicano i parametri individuati con il decreto
          di cui al primo  periodo,  da  emanarsi,  per  gli  aspetti
          relativi alle disposizioni di cui al presente  periodo,  di
          concerto  con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
          trasporti; con il medesimo decreto sono  altresi'  definite
          le classificazioni delle prestazioni professionali relative
          ai predetti servizi. I parametri  individuati  non  possono
          condurre alla determinazione di un importo a base  di  gara
          superiore  a  quello  derivante   dall'applicazione   delle
          tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in  vigore
          del presente decreto. 
              3.-8. (Omissis).». 

          Note all'art. 1: 
              - Si riporta il testo dell'art. 9, comma 4, del  citato
          decreto-legge n. 1 del 2012: 
              «Art. 9 (Disposizioni sulle professioni regolamentate).
          - 1.-3. (Omissis). 
              4. Il compenso  per  le  prestazioni  professionali  e'
          pattuito, nelle forme previste dall'ordinamento, al momento
          del   conferimento    dell'incarico    professionale.    Il
          professionista deve rendere noto al  cliente  il  grado  di
          complessita' dell'incarico, fornendo tutte le  informazioni
          utili  circa  gli  oneri  ipotizzabili  dal   momento   del
          conferimento fino alla  conclusione  dell'incarico  e  deve
          altresi' indicare i dati della polizza assicurativa  per  i
          danni     provocati      nell'esercizio      dell'attivita'
          professionale. In ogni  caso  la  misura  del  compenso  e'
          previamente resa nota  al  cliente  con  un  preventivo  di
          massima, deve essere adeguata all'importanza  dell'opera  e
          va pattuita indicando per le singole prestazioni  tutte  le
          voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Al
          tirocinante   e'    riconosciuto    un    rimborso    spese
          forfettariamente  concordato  dopo  i  primi  sei  mesi  di
          tirocinio. 
              5.-8. (Omissis).». 
              - La legge 24 marzo 2012, n. 27 reca:  «Conversione  in
          legge, con  modificazioni,  del  decreto-legge  24  gennaio
          2012,  n.  1,   recante   disposizioni   urgenti   per   la
          concorrenza,  lo  sviluppo  delle   infrastrutture   e   la
          competitivita'». 
 
     Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                        Art. 2 

                 Tipologia di attivita' 

  1. Le prestazioni professionali forensi sono distinte in  attivita'
stragiudiziale e attivita' giudiziale. Le attivita'  giudiziali  sono
distinte in attivita' penale e  attivita'  civile,  amministrativa  e
tributaria. 

     Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                      art. 3 

              Attivita' stragiudiziale 

  1. L'attivita' stragiudiziale e' liquidata tenendo conto del valore
e della  natura  dell'affare,  del  numero  e  dell'importanza  delle
questioni trattate, del pregio dell'opera prestata, dei  risultati  e
dei  vantaggi,  anche  non   economici,   conseguiti   dal   cliente,
dell'eventuale urgenza della prestazione. 
  2. Si tiene altresi' conto delle ore complessive impiegate  per  la
prestazione, valutate anche secondo il valore di  mercato  attribuito
alle stesse. 
  3. Quando l'affare si conclude con una conciliazione,  il  compenso
e' aumentato fino al  40  per  cento  rispetto  a  quello  altrimenti
liquidabile a norma dei commi che precedono. 

     Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                         Art. 4 

      Attivita' giudiziale civile, amministrativa e tributaria 

  1. L'attivita' giudiziale civile, amministrativa  e  tributaria  e'
distinta nelle seguenti fasi: fase di studio della controversia; fase
di introduzione del procedimento; fase istruttoria;  fase  decisoria;
fase esecutiva. 
  2. Nella liquidazione il giudice deve tenere  conto  del  valore  e
della  natura  e  complessita'  della  controversia,  del  numero   e
dell'importanza  e  complessita'  delle   questioni   trattate,   con
valutazione complessiva anche a  seguito  di  riunione  delle  cause,
dell'eventuale urgenza della prestazione. 
  3. Si tiene altresi' conto  del  pregio  dell'opera  prestata,  dei
risultati del  giudizio  e  dei  vantaggi,  anche  non  patrimoniali,
conseguiti dal cliente. 
  4. Qualora l'avvocato difenda piu' persone con la stessa  posizione
processuale il compenso unico puo' essere aumentato fino  al  doppio.
Lo stesso parametro di  liquidazione  si  applica  quando  l'avvocato
difende una parte contro piu' parti. Nel caso di controversie a norma
dell'articolo 140-bis del decreto legislativo  6  settembre  2005  n.
206, il compenso puo' essere aumentato fino  al  triplo,  rispetto  a
quello liquidabile a norma dell'articolo 11. 
  5. Quando il procedimento si  conclude  con  una  conciliazione  il
compenso e'  aumentato  fino  al  25  per  cento  rispetto  a  quello
liquidabile a norma dell'articolo 11. 
  6.  Costituisce  elemento  di  valutazione  negativa,  in  sede  di
liquidazione giudiziale del compenso, l'adozione di condotte  abusive
tali  da  ostacolare  la  definizione  dei  procedimenti   in   tempi
ragionevoli. 

                    Note all'art. 4: 
              - Si riporta il testo  dell'art.  140-bis  del  decreto
          legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a
          norma dell'art. 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229): 
              «Art. 140-bis  (Azione  di  classe).  -  1.  I  diritti
          individuali omogenei dei consumatori e degli utenti di  cui
          al comma 2 nonche' gli interessi collettivi sono tutelabili
          anche attraverso l'azione di classe, secondo le  previsioni
          del presente articolo. A tal fine ciascun componente  della
          classe, anche  mediante  associazioni  cui  da'  mandato  o
          comitati cui partecipa, puo' agire per l'accertamento della
          responsabilita' e per la condanna al risarcimento del danno
          e alle restituzioni. 
              2. L'azione di classe  ha  per  oggetto  l'accertamento
          della responsabilita' e la  condanna  al  risarcimento  del
          danno  e  alle  restituzioni   in   favore   degli   utenti
          consumatori. L'azione tutela: 
              a)  i  diritti  contrattuali  di  una   pluralita'   di
          consumatori e utenti  che  versano  nei  confronti  di  una
          stessa impresa in situazione omogenea,  inclusi  i  diritti
          relativi a contratti stipulati ai sensi degli articoli 1341
          e 1342 del codice civile; 
              b) i diritti omogenei spettanti ai  consumatori  finali
          di un determinato prodotto o  servizio  nei  confronti  del
          relativo produttore, anche  a  prescindere  da  un  diretto
          rapporto contrattuale; 
              c)  i  diritti  omogenei  al  ristoro  del  pregiudizio
          derivante agli stessi  consumatori  e  utenti  da  pratiche
          commerciali     scorrette      o      da      comportamenti
          anticoncorrenziali. 
              3. I consumatori e utenti che intendono avvalersi della
          tutela di cui al presente articolo aderiscono all'azione di
          classe, senza ministero di difensore  anche  tramite  posta
          elettronica certificata e fax. L'adesione comporta rinuncia
          a  ogni  azione  restitutoria  o  risarcitoria  individuale
          fondata sul medesimo  titolo,  salvo  quanto  previsto  dal
          comma   15.   L'atto   di   adesione,   contenente,   oltre
          all'elezione di  domicilio,  l'indicazione  degli  elementi
          costitutivi  del  diritto  fatto  valere  con  la  relativa
          documentazione probatoria, e'  depositato  in  cancelleria,
          anche tramite l'attore, nel termine  di  cui  al  comma  9,
          lettera b). Gli effetti sulla prescrizione ai  sensi  degli
          articoli 2943 e 2945  del  codice  civile  decorrono  dalla
          notificazione della domanda e, per coloro che hanno aderito
          successivamente, dal deposito dell'atto di adesione. 
              4. La domanda e' proposta al tribunale ordinario avente
          sede nel capoluogo della regione in cui ha sede  l'impresa,
          ma per la Valle  d'Aosta  e'  competente  il  tribunale  di
          Torino, per il  Trentino-Alto  Adige  e  il  Friuli-Venezia
          Giulia e'  competente  il  tribunale  di  Venezia,  per  le
          Marche, l'Umbria, l'Abruzzo e il Molise  e'  competente  il
          tribunale di Roma e per la  Basilicata  e  la  Calabria  e'
          competente il tribunale di Napoli. Il tribunale  tratta  la
          causa in composizione collegiale. 
              5.  La  domanda  si  propone  con  atto  di   citazione
          notificato anche all'ufficio del pubblico ministero  presso
          il tribunale adito, il quale puo' intervenire limitatamente
          al giudizio di ammissibilita'. 
              6. All'esito della prima udienza  il  tribunale  decide
          con ordinanza sull'ammissibilita' della  domanda,  ma  puo'
          sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti  ai  fini
          del  decidere  e'  in  corso   un'istruttoria   davanti   a
          un'autorita' indipendente ovvero  un  giudizio  davanti  al
          giudice   amministrativo.   La   domanda   e'    dichiarata
          inammissibile quando e'  manifestamente  infondata,  quando
          sussiste un conflitto di interessi ovvero quando il giudice
          non   ravvisa   l'omogeneita'   dei   diritti   individuali
          tutelabili  ai  sensi  del  comma  2,  nonche'  quando   il
          proponente non appare  in  grado  di  curare  adeguatamente
          l'interesse della classe. 
              7.  L'ordinanza  che  decide  sulla  ammissibilita'  e'
          reclamabile  davanti  alla  corte  d'appello  nel   termine
          perentorio di  trenta  giorni  dalla  sua  comunicazione  o
          notificazione se anteriore. Sul reclamo la corte  d'appello
          decide con ordinanza  in  camera  di  consiglio  non  oltre
          quaranta  giorni  dal  deposito  del  ricorso.  Il  reclamo
          dell'ordinanza  ammissiva  non  sospende  il   procedimento
          davanti al tribunale. 
              8. Con  l'ordinanza  di  inammissibilita',  il  giudice
          regola le spese, anche ai sensi dell'art. 96 del codice  di
          procedura civile, e ordina la piu' opportuna pubblicita'  a
          cura e spese del soccombente. 
              9.  Con  l'ordinanza  con  cui  ammette   l'azione   il
          tribunale fissa termini e modalita'  della  piu'  opportuna
          pubblicita',  ai  fini  della  tempestiva  adesione   degli
          appartenenti alla classe. L'esecuzione della pubblicita' e'
          condizione di procedibilita' della domanda. Con  la  stessa
          ordinanza il tribunale: 
              a)  definisce  i  caratteri  dei  diritti   individuali
          oggetto del giudizio, specificando i  criteri  in  base  ai
          quali i soggetti che chiedono di aderire sono inclusi nella
          classe o devono ritenersi esclusi dall'azione; 
              b)  fissa  un  termine  perentorio,  non  superiore   a
          centoventi giorni dalla scadenza di quello per l'esecuzione
          della pubblicita', entro il quale  gli  atti  di  adesione,
          anche a mezzo dell'attore, sono depositati in  cancelleria.
          Copia   dell'ordinanza   e'   trasmessa,   a   cura   della
          cancelleria, al Ministero dello sviluppo economico  che  ne
          cura ulteriori forme  di  pubblicita',  anche  mediante  la
          pubblicazione sul relativo sito internet. 
              10. E' escluso l'intervento di terzi ai sensi dell'art.
          105 del codice di procedura civile. 
              11.  Con  l'ordinanza  con  cui  ammette  l'azione   il
          tribunale  determina  altresi'  il  corso  della  procedura
          assicurando,  nel  rispetto  del  contraddittorio,  l'equa,
          efficace e sollecita gestione del processo. Con la stessa o
          con successiva ordinanza, modificabile o revocabile in ogni
          tempo, il tribunale prescrive  le  misure  atte  a  evitare
          indebite ripetizioni o complicazioni nella presentazione di
          prove  o  argomenti;  onera  le  parti  della   pubblicita'
          ritenuta necessaria a tutela  degli  aderenti;  regola  nel
          modo che ritiene piu' opportuno l'istruzione  probatoria  e
          disciplina  ogni  altra  questione  di  rito,  omessa  ogni
          formalita' non essenziale al contraddittorio. 
              12. Se accoglie  la  domanda,  il  tribunale  pronuncia
          sentenza di condanna con cui liquida,  ai  sensi  dell'art.
          1226 del codice civile, le somme definitive dovute a coloro
          che hanno  aderito  all'azione  o  stabilisce  il  criterio
          omogeneo di calcolo per la liquidazione di dette somme.  In
          questo  ultimo  caso  il  giudice  assegna  alle  parti  un
          termine, non superiore a novanta giorni, per addivenire  ad
          un  accordo  sulla  liquidazione  del  danno.  Il  processo
          verbale  dell'accordo,  sottoscritto  dalle  parti  e   dal
          giudice, costituisce titolo esecutivo. Scaduto  il  termine
          senza che l'accordo sia stato  raggiunto,  il  giudice,  su
          istanza di almeno una delle parti, liquida le somme  dovute
          ai singoli aderenti. In caso di accoglimento  di  un'azione
          di classe proposta nei  confronti  di  gestori  di  servizi
          pubblici o di pubblica utilita', il tribunale  tiene  conto
          di  quanto  riconosciuto  in  favore  degli  utenti  e  dei
          consumatori danneggiati nelle relative  carte  dei  servizi
          eventualmente  emanate.  La  sentenza   diviene   esecutiva
          decorsi centottanta giorni dalla pubblicazione. I pagamenti
          delle somme dovute effettuati  durante  tale  periodo  sono
          esenti  da  ogni  diritto  e  incremento,  anche  per   gli
          accessori di legge maturati  dopo  la  pubblicazione  della
          sentenza. 
              13. La corte d'appello, richiesta dei provvedimenti  di
          cui all'art. 283 del  codice  di  procedura  civile,  tiene
          altresi'  conto  dell'entita'   complessiva   della   somma
          gravante sul debitore, del numero  dei  creditori,  nonche'
          delle  connesse  difficolta'  di  ripetizione  in  caso  di
          accoglimento del gravame. La corte puo'  comunque  disporre
          che, fino al passaggio  in  giudicato  della  sentenza,  la
          somma complessivamente dovuta dal debitore sia depositata e
          resti vincolata nelle forme ritenute piu' opportune. 
              14. La sentenza che definisce  il  giudizio  fa'  stato
          anche nei confronti degli aderenti. E' fatta salva l'azione
          individuale dei  soggetti  che  non  aderiscono  all'azione
          collettiva. Non sono proponibili ulteriori azioni di classe
          per i medesimi fatti e nei confronti della  stessa  impresa
          dopo la scadenza del termine per l'adesione  assegnato  dal
          giudice ai sensi del comma 9. Quelle proposte  entro  detto
          termine sono riunite d'ufficio  se  pendenti  davanti  allo
          stesso tribunale;  altrimenti  il  giudice  successivamente
          adito  ordina  la  cancellazione  della  causa  dal  ruolo,
          assegnando un termine perentorio non superiore  a  sessanta
          giorni per la riassunzione davanti al primo giudice. 
              15. Le rinunce e  le  transazioni  intervenute  tra  le
          parti non pregiudicano i diritti degli aderenti che non  vi
          hanno espressamente consentito.  Gli  stessi  diritti  sono
          fatti salvi anche nei casi di estinzione del giudizio o  di
          chiusura anticipata del processo.». 
     
      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                          Art. 5 

            Determinazione del valore della controversia 

  1. Ai  fini  della  liquidazione  del  compenso,  il  valore  della
controversia e' determinato a norma del codice  di  procedura  civile
avendo riguardo, nei giudizi per azioni surrogatorie  e  revocatorie,
all'entita' economica  della  ragione  di  credito  alla  cui  tutela
l'azione e' diretta, nei  giudizi  di  divisione,  alla  quota  o  ai
supplementi di quota in contestazione, e nei giudizi per pagamento di
somme, anche a titolo di danno,  alla  somma  attribuita  alla  parte
vincitrice e non alla somma domandata. In ogni caso si ha riguardo al
valore  effettivo  della  controversia,  anche  in   relazione   agli
interessi  perseguiti  dalle  parti,  quando  risulti  manifestamente
diverso da quello presunto a norma del codice di procedura  civile  o
alla legislazione speciale. 
  2. Nelle cause davanti agli organi di giustizia  amministrativa  il
valore della  causa  e'  determinato  a  norma  del  comma  1  quando
l'oggetto della controversia o la  natura  del  rapporto  sostanziale
dedotto in giudizio o comunque correlato al  provvedimento  impugnato
ne consentono l'applicazione. Quando cio' non e' possibile, va tenuto
conto dell'interesse sostanziale tutelato. 
  3. Per le controversie di valore indeterminato o indeterminabile si
tiene particolare  conto  dell'oggetto  e  della  complessita'  della
stessa. 

      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                      Art. 6 

              Procedimenti arbitrali 

  1. Per i procedimenti davanti agli arbitri, nel caso  di  arbitrato
rituale, e' dovuto il compenso stabilito per le controversie  davanti
ai giudici competenti a conoscere sulle stesse. 
  2. In ogni altro caso di arbitrato o fattispecie  analoga,  per  la
liquidazione dei compensi  si  applicano  i  parametri  previsti  per
l'attivita' stragiudiziale. 

      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                       Art. 7 

      Procedimenti cautelari o speciali o non contenziosi 

  1.  Fermo  quanto  specificatamente  disposto  dalla  tabella  A  -
Avvocati, nei  procedimenti  cautelari  ovvero  speciali  ovvero  non
contenziosi anche quando in camera di consiglio o davanti al  giudice
tutelare, il compenso  viene  liquidato  per  analogia  ai  parametri
previsti per gli altri procedimenti, ferme  le  regole  e  i  criteri
generali di cui agli articoli 1 e 4. 

      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                      Art. 8 

                  Cause di lavoro 

  1. Nelle controversie di lavoro il  cui  valore  non  supera  1.000
euro, il compenso e' ridotto di regola fino alla meta'. 

   Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                      Art. 9 

Cause  per  l'indennizzo  da  irragionevole  durata  del  processo  e
gratuito patrocinio 

  1. Nelle controversie per l'indennizzo da irragionevole durata  del
processo, il compenso puo' essere ridotto fino  alla  meta'.  Per  le
liquidazioni  delle  prestazioni  svolte  a  favore  di  soggetti  in
gratuito patrocinio, e per quelle a esse equiparate dal  testo  unico
delle spese di giustizia di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 maggio 2002 n. 115,  si  tiene  specifico  conto  della
concreta  incidenza  degli  atti  assunti  rispetto  alla   posizione
processuale della persona  difesa,  e  gli  importi  sono  di  regola
ridotti della meta' anche in materia penale. 

                    Note all'art. 9: 
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 30  maggio
          2002,  n.  115,  reca:  «Testo  unico  delle   disposizioni
          legislative  e  regolamentari  in  materia  di   spese   di
          giustizia. (Testo A)». 
       
     Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                     Art. 10 

   Responsabilita' processuale aggravata e pronunce in rito 

  1. Nel caso di responsabilita' processuale ai  sensi  dell'articolo
96 del  codice  di  procedura  civile,  ovvero,  comunque,  nei  casi
d'inammissibilita'  o  improponibilita'  o   improcedibilita'   della
domanda, il compenso dovuto all'avvocato del soccombente e'  ridotto,
di regola, del 50 per cento rispetto a  quello  liquidabile  a  norma
dell'articolo 11. 

                    Note all'art. 10: 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  96  del  Codice  di
          procedura civile: 
              «Art. 96 (Responsabilita' aggravata). - Se risulta  che
          la parte soccombente ha agito o resistito in  giudizio  con
          mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza  dell'altra
          parte, la condanna, oltre che alle spese,  al  risarcimento
          dei danni, che liquida, anche d'ufficio, nella sentenza. 
              Il giudice che accerta l'inesistenza  del  diritto  per
          cui  e'  stato  eseguito  un  provvedimento  cautelare,   o
          trascritta   domanda   giudiziale,   o   iscritta   ipoteca
          giudiziale,  oppure  iniziata   o   compiuta   l'esecuzione
          forzata, su istanza della  parte  danneggiata  condanna  al
          risarcimento dei danni l'attore o il creditore  procedente,
          che ha agito senza la normale prudenza. La liquidazione dei
          danni e' fatta a norma del comma precedente. 
              In ogni caso, quando pronuncia  sulle  spese  ai  sensi
          dell'art. 91, il giudice, anche  d'ufficio,  puo'  altresi'
          condannare la parte  soccombente  al  pagamento,  a  favore
          della   controparte,   di   una    somma    equitativamente
          determinata.». 
       
      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                    Art. 11 

Determinazione  del  compenso  per  l'attivita'  giudiziale   civile,
amministrativa e tributaria 

  1. I parametri specifici per la determinazione del  compenso  sono,
di regola, quelli di cui alla  tabella  A  -  Avvocati,  allegata  al
presente decreto.  Il  giudice  puo'  sempre  diminuire  o  aumentare
ulteriormente  il  compenso  in  considerazione   delle   circostanze
concrete, ferma l'applicazione delle regole e dei criteri generali di
cui agli articoli 1 e 4. 
  2. Il compenso e' liquidato per fasi. 
  3. Nella fase di studio della controversia sono compresi, a  titolo
di  esempio:  l'esame  e  lo  studio  degli  atti  a  seguito   della
consultazione con il cliente, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei
documenti e la conseguente relazione o parere, scritti oppure  orali,
al cliente, precedenti la costituzione in giudizio. 
  4. Nella fase introduttiva del procedimento sono compresi, a titolo
di esempio: gli atti introduttivi del giudizio e di  costituzione  in
giudizio, e il relativo esame incluso quello  degli  allegati,  quali
ricorsi, controricorsi, citazioni, comparse,  chiamate  di  terzo  ed
esame  delle   relative   autorizzazioni   giudiziali,   l'esame   di
provvedimenti giudiziali di fissazione della prima  udienza,  memorie
iniziali,   interventi,   istanze,    impugnazioni,    le    relative
notificazioni, l'esame delle corrispondenti  relate,  l'iscrizione  a
ruolo, il versamento del  contributo  unificato,  le  rinnovazioni  o
riassunzioni della domanda, le autentiche di firma  o  l'esame  della
procura notarile, la formazione del fascicolo e della posizione della
pratica in studio, le ulteriori consultazioni con il cliente. 
  5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo  di  esempio:  le
richieste di prova, le memorie di precisazione o  integrazione  delle
domande o dei motivi d'impugnazione, eccezioni e conclusioni,  ovvero
meramente illustrative, l'esame degli scritti o documenti delle altre
parti o dei provvedimenti  giudiziali  pronunciati  nel  corso  e  in
funzione dell'istruzione, gli adempimenti o le  prestazioni  comunque
connesse ai suddetti provvedimenti giudiziali,  le  partecipazioni  e
assistenze relative  ad  attivita'  istruttorie,  gli  atti  comunque
necessari per la formazione della prova o del mezzo istruttorio anche
quando disposto d'ufficio, la designazione di  consulenti  di  parte,
l'esame delle corrispondenti attivita'  e  designazioni  delle  altre
parti, l'esame delle deduzioni dei consulenti d'ufficio o delle altre
parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel corso
del giudizio compresi quelli al contumace, le relative  richieste  di
copie al cancelliere, le istanze al giudice in  qualsiasi  forma,  le
dichiarazioni rese nei casi previsti  dalla  legge,  le  deduzioni  a
verbale, le intimazioni dei testimoni, comprese  le  notificazioni  e
l'esame delle relative relate, gli atti comunque incidentali comprese
le querele di  falso  e  quelli  inerenti  alla  verificazione  delle
scritture private. Al fine di valutare il grado di complessita' della
fase  rilevano,  in  particolare,  le  plurime  memorie  per   parte,
necessarie o autorizzate dal  giudice,  comunque  denominate  ma  non
meramente  illustrative,  ovvero  le  plurime  richieste  istruttorie
ammesse per ciascuna parte e le plurime prove  assunte  per  ciascuna
parte. La fase rileva ai fini della liquidazione del compenso  quando
effettivamente svolta. 
  6. Nella fase decisoria sono compresi,  a  titolo  di  esempio:  le
precisazioni delle conclusioni e l'esame di quelle delle altre parti,
le memorie, illustrative o conclusionali anche in  replica,  compreso
il loro deposito ed esame, la discussione orale,  sia  in  camera  di
consiglio che in udienza pubblica, le note illustrative accessorie  a
quest'ultima, la redazione e il deposito delle note spese, l'esame  e
la registrazione o pubblicazione  del  provvedimento  conclusivo  del
giudizio, comprese le richieste di copie al  cancelliere,  il  ritiro
del fascicolo, l'iscrizione di ipoteca giudiziale  del  provvedimento
conclusivo stesso. 
  7. Nella fase esecutiva, fermo  quanto  previsto  nella  richiamata
tabella A - Avvocati, per l'atto  di  precetto,  sono  ricompresi,  a
titolo di esempio: la disamina del titolo esecutivo, la notificazione
dello stesso unitamente al precetto, l'esame delle  relative  relate,
il pignoramento  e  l'esame  del  relativo  verbale,  le  iscrizioni,
trascrizioni e  annotazioni,  gli  atti  d'intervento,  le  ispezioni
ipotecarie, catastali,  l'esame  dei  relativi  atti,  le  assistenze
all'udienza o agli atti esecutivi di qualsiasi tipo. 
  8. Il compenso, ai sensi dell'articolo 1 comma  3,  comprende  ogni
attivita' accessoria, quali, a titolo di esempio,  gli  accessi  agli
uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche  telefonica  o
telematica o collegiale con il cliente, le attivita' connesse a oneri
amministrativi o fiscali, le  sessioni  per  rapporti  con  colleghi,
ausiliari, consulenti, magistrati. 
  9. Per le controversie il cui valore supera  euro  1.500.000,00  il
giudice, tenuto conto dei valori di liquidazione riferiti  di  regola
allo scaglione precedente, liquida il compenso applicando i parametri
di cui all'articolo 4, commi da 2  a  5.  I  parametri  indicati  nel
periodo  precedente  si   applicano   anche   ai   procedimenti   per
ingiunzione. 
  10. Per le  procedure  concorsuali  si  applicano  per  analogia  i
parametri previsti per la fase esecutiva relativa a beni immobili. 

      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                     Art. 12 

             Attivita' giudiziale penale 

  1. L'attivita' giudiziale penale e' distinta nelle  seguenti  fasi:
fase  di  studio;  fase  di  introduzione  del   procedimento;   fase
istruttoria  procedimentale  o  processuale;  fase  decisoria;   fase
esecutiva. Se il procedimento o il processo  non  vengono  portati  a
termine per qualsiasi motivo ovvero sopravvengono cause estintive del
reato, l'avvocato ha diritto al compenso per  l'opera  effettivamente
svolta. 
  2. Nella liquidazione il giudice deve tenere  conto  della  natura,
complessita' e  gravita'  del  procedimento  o  del  processo,  delle
contestazioni e delle imputazioni, del  pregio  dell'opera  prestata,
del numero  e  dell'importanza  delle  questioni  trattate,  anche  a
seguito di riunione dei procedimenti o dei  processi,  dell'eventuale
urgenza della prestazione. Ai fini di quanto disposto nel periodo che
precede, si tiene conto di tutte le particolari circostanze del caso,
quali, a titolo di esempio, il numero  dei  documenti  da  esaminare,
l'emissione  di  ordinanze  di  applicazione  di  misure   cautelari,
l'entita' economica e  l'importanza  degli  interessi  coinvolti,  la
costituzione di parte civile, la continuita', la frequenza,  l'orario
e i trasferimenti conseguenti all'assistenza prestata. 
  3. Si tiene  altresi'  conto  dei  risultati  del  giudizio  e  dei
vantaggi, anche civili e non patrimoniali, conseguiti dal cliente. 
  4. Qualora l'avvocato difenda piu' persone con la stessa  posizione
processuale il compenso unico puo' essere aumentato fino  al  doppio.
Lo  stesso  parametro  di  liquidazione  si  applica,  in   caso   di
costituzione di parte civile, quando  l'avvocato  difende  una  parte
contro piu' parti. 
  5. Per l'assistenza d'ufficio a  minori  il  compenso  puo'  essere
diminuito fino alla meta'. 
  6.  Costituisce  elemento  di  valutazione  negativa  in  sede   di
liquidazione giudiziale del compenso l'adozione di condotte dilatorie
tali  da  ostacolare  la  definizione  del  procedimento   in   tempi
ragionevoli. 
  7. Si applica l'articolo 9, comma 1, secondo periodo. 

      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                    Art. 13 

                 Parte civile 

  1. I parametri previsti per l'attivita' giudiziale  penale  operano
anche nei riguardi della parte e del responsabile  civile  costituiti
in giudizio, ma per quanto non rientri nelle fasi penali,  operano  i
parametri previsti per l'attivita' giudiziale civile. 

      Capo II Disposizioni concernenti gli avvocati
                     Art. 14 

   Determinazione del compenso per l'attivita' giudiziale penale 

  1. I parametri specifici per la determinazione del  compenso  sono,
di regola, quelli di cui alla  tabella  B  -  Avvocati,  allegata  al
presente decreto.  Il  giudice  puo'  sempre  diminuire  o  aumentare
ulteriormente  il  compenso  in  considerazione   delle   circostanze
concrete, ferma l'applicazione delle regole e dei criteri generali di
cui agli articoli 1 e 12. 
  2. Il compenso e' liquidato per fasi. 
  3. Nella fase di studio sono compresi, a titolo di esempio: l'esame
e lo studio degli atti, le  ispezioni  dei  luoghi,  la  ricerca  dei
documenti, le consultazioni con il cliente e la relazione  o  parere,
scritti  ovvero  orali,  al  cliente  precedenti  gli  atti  di  fase
introduttiva o che esauriscono l'attivita'. 
  4. Nella fase introduttiva sono compresi, a titolo di esempio:  gli
atti  introduttivi  quali   esposti,   denunce,   querele,   istanze,
richieste,   dichiarazioni,   opposizioni,   ricorsi,   impugnazioni,
memorie. 
  5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo  di  esempio:  le
richieste, gli scritti, le partecipazioni o le assistenze,  anche  in
udienza in camera  di  consiglio  o  pubblica,  relative  ad  atti  o
attivita'   istruttorie,   procedimentali   o    processuali    anche
preliminari,  funzionali  alla  ricerca  dei  mezzi  di  prova,  alle
investigazioni o alla formazione della prova, comprese le  liste,  le
citazioni, e le  relative  notificazioni  ed  esame  di  relata,  dei
testimoni, consulenti e indagati  o  imputati  di  reato  connesso  o
collegato. La fase si considera in particolare  complessa  quando  le
attivita' ovvero le richieste istruttorie sono plurime e  in  plurime
udienze,  ovvero  comportano   la   redazione   scritti   plurimi   e
coinvolgenti plurime questioni anche incidentali. 
  6. Nella fase decisoria sono compresi,  a  titolo  di  esempio:  le
difese  orali  o  scritte  anche  in   replica,   l'assistenza   alla
discussione delle altre parti,  in  camera  di  consiglio  o  udienza
pubblica. 
  7. Nella fase esecutiva sono comprese tutte le  attivita'  connesse
all'esecuzione della pena o delle misure cautelari. 
  8.  Fermo  quanto  specificatamente  disposto  dalla  tabella  B  -
Avvocati, nei procedimenti cautelari ovvero speciali anche quando  in
camera di consiglio, il compenso  viene  liquidato  per  analogia  ai
parametri previsti per gli altri procedimenti, ferme le  regole  e  i
criteri generali di cui agli articoli 1 e 12. 
  9. Il compenso, ai sensi dell'articolo 1 comma  3,  comprende  ogni
attivita' accessoria, quali, a titolo di esempio,  gli  accessi  agli
uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche  telefonica  o
telematica o collegiale con il cliente, le attivita' connesse a oneri
amministrativi o fiscali, le  sessioni  per  rapporti  con  colleghi,
ausiliari, consulenti, investigatori, magistrati. 

   

Capo III Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti contabili
Sezione prima Disposizioni generali

                    Art. 15 

                Tipologia di attivita' 

  1. Per l'applicazione delle disposizioni  del  presente  capo  sono
individuate le seguenti attivita' svolte dai  dottori  commercialisti
ed esperti contabili: 
  a) amministrazione e custodia; 
  b) liquidazione di aziende; 
  c) valutazioni, perizie e pareri; 
  d) revisioni contabili; 
  e) tenuta della contabilita'; 
  f) formazione del bilancio; 
  g) operazioni societarie; 
  h) consulenza contrattuale ed economico-finanziaria; 
  i) assistenza in procedure concorsuali; 
  l) assistenza, rappresentanza e consulenza tributaria; 
  m) sindaco di societa'. 
  2. Quando la prestazione professionale  ha  per  oggetto  attivita'
diverse da quelle elencate al comma 1, per il professionista iscritto
negli albi dei dottori commercialisti e degli  esperti  contabili  il
compenso e' determinato in analogia alle  disposizioni  del  presente
capo. 

    Capo III Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti contabili 
Sezione prima Disposizioni generali
                               Art. 16 

                             Definizioni 

  1.  Ai  fini  del  presente  decreto  e  per  l'applicazione  delle
disposizioni del presente capo, si intendono per: 
  a) «professionista iscritto negli albi dei dottori commercialisti e
degli esperti contabili»: il dottore  commercialista,  il  ragioniere
commercialista, l'esperto contabile iscritti all'albo; 
  b) «valore della pratica»: entita' numerica espressa  in  euro  che
costituisce il parametro di base per la  liquidazione  delle  singole
attivita' professionali; 
  c) «componenti  positivi  di  reddito  lordi»,  la  sommatoria  dei
seguenti componenti reddituali risultanti dal conto economico: 
  1) il valore della  produzione,  con  esclusione  delle  variazioni
delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione,  semilavorati  e
finiti; delle variazioni dei lavori in corso su ordinazione, e  degli
incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; 
  2) il valore complessivo dei proventi finanziari; 
  3) tutte le rideterminazioni  dei  valori,  quali  rivalutazioni  e
ripristini, dell'attivo dello stato patrimoniale  imputate  al  conto
economico; 
  4) il valore complessivo dei proventi straordinari; 
  d) «attivita'»:  il  valore  complessivo  dell'attivo  dello  stato
patrimoniale di cui all'articolo 2424 del codice civile; 
  e) «passivita'»: la somma dei valori delle voci B, C, D ed E  della
sezione "Passivo" dello schema di cui all'articolo  2424  del  codice
civile; 
  f) «assistenza  tributaria»:  la  predisposizione  su  richiesta  e
nell'interesse del cliente  di  atti  e  documenti  aventi  rilevanza
tributaria sulla  base  dei  dati  e  delle  analitiche  informazioni
trasmesse dal cliente, che non richiedono particolare elaborazione; 
  g)  «rappresentanza  tributaria»:  l'intervento  personale,   quale
mandatario del  cliente,  presso  gli  uffici  tributari,  presso  le
commissioni tributarie, e in qualunque altra sede anche in  relazione
a verifiche fiscali; 
  h) «consulenza tributaria»: la  consulenza,  in  qualsiasi  materia
tributaria,  di  carattere  generale  o   specifico,   prestata,   in
particolare, per l'analisi della legislazione, dell'interpretazione e
applicazione,   anche   giurisprudenziale   e    dell'amministrazione
finanziaria, di disposizioni, in sede di assistenza tributaria  e  in
sede  di  scelta  dei  comportamenti  e  delle  difese  in  relazione
all'imposizione fiscale, anche in ambito contenzioso. 

                    Note all'art. 16: 
              - Si riporta il testo  dell'articolo  2424  del  Codice
          civile: 
              «Art. 2424 (Contenuto dello stato patrimoniale).  -  Lo
          stato patrimoniale deve essere redatto  in  conformita'  al
          seguente schema. 
          Attivo: 
              A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con
          separata indicazione della parte gia' richiamata. 
              B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle
          concesse in locazione finanziaria: 
                I - Immobilizzazioni immateriali: 
              1) costi di impianto e di ampliamento; 
              2) costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicita'; 
              3)  diritti  di  brevetto  industriale  e  diritti   di
          utilizzazione delle opere dell'ingegno; 
              4) concessioni, licenze, marchi e diritti simili; 
              5) avviamento; 
              6) immobilizzazioni in corso e acconti; 
              7) altre. 
              Totale. 
                II - Immobilizzazioni materiali: 
              1) terreni e fabbricati; 
              2) impianti e macchinario; 
              3) attrezzature industriali e commerciali; 
              4) altri beni; 
              5) immobilizzazioni in corso e acconti. 
              Totale. 
                III  -  Immobilizzazioni  finanziarie,  con  separata
          indicazione, per ciascuna voce dei crediti,  degli  importi
          esigibili entro l'esercizio successivo: 
                  1) partecipazioni in: 
              a) imprese controllate; 
              b) imprese collegate; 
              c) imprese controllanti; 
              d) altre imprese; 
                  2) crediti: 
              a) verso imprese controllate; 
              b) verso imprese collegate; 
              c) verso controllanti; 
              d) verso altri; 
              3) altri titoli; 
              4) azioni proprie, con  indicazione  anche  del  valore
          nominale complessivo. 
              Totale. 
              Totale immobilizzazioni (B). 
              C) Attivo circolante: 
                I - Rimanenze: 
              1) materie prime, sussidiarie e di consumo; 
              2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 
              3) lavori in corso su ordinazione; 
              4) prodotti finiti e merci; 
              5) acconti. 
              Totale. 
                II - Crediti, con separata indicazione, per  ciascuna
          voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: 
              1) verso clienti; 
              2) verso imprese controllate; 
              3) verso imprese collegate; 
              4) verso controllanti; 
              4-bis) crediti tributari; 
              4-ter) imposte anticipate; 
              5) verso altri. 
              Totale. 
                III - Attivita'  finanziarie  che  non  costituiscono
          immobilizzazioni: 
              1) partecipazioni in imprese controllate; 
              2) partecipazioni in imprese collegate; 
              3) partecipazioni in imprese controllanti; 
              4) altre partecipazioni; 
              5) azioni proprie, con  indicazioni  anche  del  valore
          nominale complessivo; 
              6) altri titoli. 
              Totale. 
                IV - Disponibilita' liquide: 
              1) depositi bancari e postali; 
              2) assegni; 
              3) danaro e valori in cassa. 
              Totale. 
              Totale attivo circolante (C). 
              D) Ratei  e  risconti,  con  separata  indicazione  del
          disaggio su prestiti. 
          Passivo: 
              A) Patrimonio netto: 
              I - Capitale. 
              II - Riserva da soprapprezzo delle azioni. 
              III - Riserve di rivalutazione. 
              IV - Riserva legale. 
              V - Riserve statutarie. 
              VI - Riserva per azioni proprie in portafoglio. 
              VII - Altre riserve, distintamente indicate. 
              VIII - Utili (perdite) portati a nuovo. 
              IX - Utile (perdita) dell'esercizio. 
              Totale. 
              B) Fondi per rischi e oneri: 
              1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili; 
              2) per imposte, anche differite; 
              3) altri. 
              Totale. 
              C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. 
              D) Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce,
          degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo: 
              1) obbligazioni; 
              2) obbligazioni convertibili; 
              3) debiti verso soci per finanziamenti; 
              4) debiti verso banche; 
              5) debiti verso altri finanziatori; 
              6) acconti; 
              7) debiti verso fornitori; 
              8) debiti rappresentati da titoli di credito; 
              9) debiti verso imprese controllate; 
              10) debiti verso imprese collegate; 
              11) debiti verso controllanti; 
              12) debiti tributari; 
              13) debiti verso istituti di previdenza e di  sicurezza
          sociale; 
              14) altri debiti. 
              Totale. 
              E)  Ratei  e   risconti,   con   separata   indicazione
          dell'aggio su prestiti. 
              Se un elemento dell'attivo o del passivo  ricade  sotto
          piu'  voci  dello  schema,  nella  nota  integrativa   deve
          annotarsi,  qualora  cio'  sia  necessario  ai  fini  della
          comprensione del bilancio, la sua appartenenza anche a voci
          diverse da quella nella quale e' iscritto. 
              In calce allo stato patrimoniale  devono  risultare  le
          garanzie   prestate    direttamente    o    indirettamente,
          distinguendosi fra  fideiussioni,  avalli,  altre  garanzie
          personali e garanzie reali, ed indicando separatamente, per
          ciascun tipo, le garanzie  prestate  a  favore  di  imprese
          controllate e  collegate,  nonche'  di  controllanti  e  di
          imprese sottoposte al controllo di  queste  ultime;  devono
          inoltre risultare gli altri conti d'ordine. 
              E' fatto salvo quanto disposto  dall'art.  2447-septies
          con riferimento ai beni e rapporti giuridici  compresi  nei
          patrimoni destinati ad uno specifico affare ai sensi  della
          lettera a) del primo comma dell'art. 2447-bis.». 

    Capo III Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti contabili 
Sezione prima Disposizioni generali
                    Art. 17 

             Parametri generali 

  1. Il compenso del professionista e' determinato con riferimento ai
seguenti parametri generali: 
  a) valore e natura della pratica; 
  b) importanza, difficolta', complessita' della pratica; 
  c) condizioni d'urgenza per l'espletamento dell'incarico; 
  d) risultati e vantaggi, anche non economici, ottenuti dal cliente; 
  e) impegno profuso anche in termini di tempo impiegato; 
  f) pregio dell'opera prestata. 
  2. Il valore  della  pratica  e'  determinato,  in  relazione  alle
singole  attivita'  svolte  dal  professionista,  secondo  i  criteri
specificati nelle disposizioni della  sezione  seconda  del  presente
capo. 
  3. Il compenso e' di regola liquidato, salve  ulteriori  variazioni
determinate dai parametri di cui al comma  1,  applicando  al  valore
della pratica le percentuali variabili stabilite nella  tabella  C  -
Dottori  commercialisti  ed  esperti  contabili   allegata,   nonche'
utilizzando, di regola, gli ulteriori valori monetari indicati  nella
stessa tabella. 

      Capo III Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti contabili 
Sezione prima Disposizioni generali
                Art. 18 

          Maggiorazioni e riduzioni 

  1. Per  le  pratiche  di  eccezionale  importanza,  complessita'  o
difficolta', ovvero per le  prestazioni  compiute  in  condizioni  di
particolare urgenza,  al  compenso  del  professionista  puo'  essere
applicata una maggiorazione fino al 100 per cento rispetto  a  quello
altrimenti liquidabile. 
  2. Nel caso in cui la prestazione  puo'  essere  eseguita  in  modo
spedito e  non  implica  la  soluzione  di  questioni  rilevanti,  al
compenso del professionista puo' essere applicata una riduzione  fino
al 50 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile. 

      Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                        Art. 19 

               Amministrazione e custodia 

  1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi
di  amministrazione  e  custodia  di  aziende  e'  determinato  dalla
sommatoria  dei  componenti  positivi  di  reddito  lordo   e   delle
attivita', e il compenso e' liquidato, di regola, in  misura  pari  a
quanto indicato dal riquadro 1 della tabella C-Dottori commercialisti
ed esperti contabili. 

     Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                      Art. 20 

                Liquidazioni di aziende 

  1.  Il  valore  della  pratica  per  la  liquidazione   concernente
incarichi di liquidatore ai sensi degli articoli 1977, 2275,  2309  e
2487  del  codice  civile,  ovvero  di  liquidatore  giudiziale,   e'
determinato dalla sommatoria sul totale dell'attivo realizzato e  sul
passivo accertato e il compenso e' liquidato, di  regola,  in  misura
pari a quanto indicato dal riquadro  2  della  tabella  C  -  Dottori
commercialisti ed esperti contabili. 

                    Note all'art. 20: 
              - Si riporta il testo degli articoli 1977, 2275, 2309 e
          2487 del Codice civile: 
              «Art.  1977  (Nozione).  -  La  cessione  dei  beni  ai
          creditori e' il contratto col quale il debitore incarica  i
          suoi creditori o alcuni di essi di liquidare tutte o alcune
          sue attivita' e di  ripartirne  tra  loro  il  ricavato  in
          soddisfacimento dei loro crediti.». 
              «Art. 2275 (Liquidatori). - Se il contratto non prevede
          il modo di liquidare il patrimonio sociale  e  i  soci  non
          sono d'accordo nel determinarlo, la liquidazione  e'  fatta
          da uno o piu' liquidatori,  nominati  con  il  consenso  di
          tutti i soci o, in caso di disaccordo, dal  presidente  del
          tribunale. 
              I liquidatori possono essere revocati per  volonta'  di
          tutti i soci e in ogni caso dal tribunale per giusta  causa
          su domanda di uno o piu' soci.». 
              «Art.   2309   (Pubblicazione    della    nomina    dei
          liquidatori). - La deliberazione dei soci o la sentenza che
          nomina i liquidatori e ogni  atto  successivo  che  importa
          cambiamento nelle persone dei  liquidatori  devono  essere,
          entro trenta giorni dalla notizia della nomina,  depositati
          in copia autentica a  cura  dei  liquidatori  medesimi  per
          l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese.» 
              «Art. 2487 (Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di
          svolgimento della  liquidazione).  -  Salvo  che  nei  casi
          previsti dai numeri 2), 4) e 6) del primo  comma  dell'art.
          2484 non abbia gia'  provveduto  l'assemblea  e  salvo  che
          l'atto costitutivo o lo statuto non dispongano in  materia,
          gli amministratori, contestualmente all'accertamento  della
          causa di scioglimento, debbono  convocare  l'assemblea  dei
          soci perche' deliberi, con le maggioranze previste  per  le
          modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, su: 
              a)  il  numero  dei  liquidatori   e   le   regole   di
          funzionamento  del  collegio  in  caso  di  pluralita'   di
          liquidatori; 
              b) la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli
          cui spetta la rappresentanza della societa'; 
              c) i  criteri  in  base  ai  quali  deve  svolgersi  la
          liquidazione; i poteri  dei  liquidatori,  con  particolare
          riguardo alla cessione dell'azienda  sociale,  di  rami  di
          essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi  di
          essi; gli atti necessari per la  conservazione  del  valore
          dell'impresa, ivi compreso il  suo  esercizio  provvisorio,
          anche di singoli rami, in funzione del migliore realizzo. 
              Se gli amministratori omettono la convocazione  di  cui
          al comma precedente, il tribunale vi provvede su istanza di
          singoli soci o amministratori, ovvero dei sindaci,  e,  nel
          caso in cui l'assemblea non si costituisca o non  deliberi,
          adotta con decreto le decisioni ivi previste. 
              L'assemblea puo' sempre modificare, con le  maggioranze
          richieste per  le  modificazioni  dell'atto  costitutivo  o
          dello statuto, le deliberazioni di cui al primo comma. 
              I liquidatori possono essere revocati dall'assemblea o,
          quando sussiste una giusta causa, dal tribunale su  istanza
          di soci, dei sindaci o del pubblico ministero.». 


      Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                         Art. 21 

              Valutazioni, perizie e pareri 

  1. Il valore della pratica per la liquidazione concernente perizie,
pareri motivati, consulenze tecniche di parte, valutazioni di singoli
beni, di diritti, di aziende  o  rami  d'azienda,  di  patrimoni,  di
partecipazioni sociali non quotate e per la redazione delle relazioni
di stima richieste da disposizioni di  legge  o  di  regolamenti,  e'
determinato in funzione del valore risultante dalla perizia  o  dalla
valutazione, e il compenso e' liquidato, di  regola,  secondo  quanto
indicato dal riquadro 3 della tabella C - Dottori  commercialisti  ed
esperti contabili. 

      Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                        Art. 22 

                  Revisioni contabili 

  1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi
di revisioni amministrative e contabili, di ispezioni, nonche' per il
riordino di contabilita', per l'accertamento dell'attendibilita'  dei
bilanci, previsti dalla legge o eseguiti su  richiesta  del  cliente,
dell'autorita' giudiziaria o  amministrativa,  anche  ai  fini  della
erogazione di contributi o finanziamenti pubblici, anche  comunitari,
nonche' per  l'accertamento  della  rendicontazione  dell'impiego  di
risorse  finanziarie  pubbliche,  e'  determinato  in  funzione   dei
componenti positivi di reddito lordo e delle attivita' e il  compenso
liquidato, di regola, secondo quanto indicato nel  riquadro  4  della
tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili. 

     Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                      Art. 23 

              Tenuta della contabilita' 

  1. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
tenuta della contabilita' ordinaria, e' determinato in  funzione  dei
componenti  positivi  di  reddito  lordi,  delle  attivita'  e  delle
passivita' risultanti dal bilancio di fine esercizio, e  il  compenso
e' liquidato, di regola, secondo quanto  indicato  dal  riquadro  5.1
della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili. 
  2. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
tenuta della contabilita' semplificata, e'  determinato  in  funzione
dei componenti positivi di reddito lordi, e il compenso e' liquidato,
di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 5.2 della tabella C -
Dottori commercialisti ed esperti contabili. 

    Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                      Art. 24 

               Formazione del bilancio 

  1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi
per la formazione  del  bilancio,  e'  determinato  in  funzione  dei
componenti  positivi  di  reddito  lordi,  delle  attivita'  e  delle
passivita', e il compenso e' liquidato,  di  regola,  secondo  quanto
stabilito dal riquadro 6 della tabella C - Dottori commercialisti  ed
esperti contabili. 

   Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                       Art. 25 

                 Operazioni societarie 

  1. Il valore della pratica di  liquidazione  di  incarichi  per  la
costituzione e per le successive variazioni  dello  statuto  sociale,
incluse le trasformazioni, di qualunque  tipo  di  societa',  ente  o
associazione, e' determinato in funzione del capitale sottoscritto ed
e' liquidato, di regola, secondo quanto  indicato  dal  riquadro  7.1
della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili. 
  2. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi per  le
fusioni, scissioni e altre operazioni straordinarie di qualunque tipo
di societa', ente o associazione,  e'  determinato  in  funzione  del
totale delle attivita' delle situazioni patrimoniali  utilizzate  per
l'attivita' professionale svolta, e  il  compenso  e'  liquidato,  di
regola, secondo quanto indicato dal riquadro 7.2 della  tabella  C  -
Dottori commercialisti ed esperti contabili. 

      Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                         Art. 26 

Consulenza     e     assistenza     contrattuale     e     consulenza
economico-finanziaria 

  1. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
consulenza o  assistenza  nella  stipulazione  di  tutti  i  tipi  di

contratti, anche preliminari, atti, scritture private, e' determinato
in funzione del  corrispettivo  pattuito  al  lordo  delle  eventuali
passivita' accollate dal cessionario, e il compenso e' liquidato,  di
regola, secondo quanto indicato dal riquadro 8.1 della  tabella  C  -
Dottori commercialisti ed esperti contabili. 
  2. Il  valore  della  pratica  per  la  liquidazione  di  incarichi
riguardanti contratti di mutuo, di finanziamento e contributi a fondo
perduto, sono determinati in funzione del capitale mutuato o erogato,
e il compenso e' liquidato, di regola, secondo  quanto  indicato  dal
riquadro 8.2 della tabella C  -  Dottori  commercialisti  ed  esperti
contabili. 
  3. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
consulenza economica e finanziaria e'  determinato  in  funzione  dei
capitali o dei valori economico-finanziari oggetto della prestazione,
e il compenso e' liquidato, di regola, secondo  quanto  indicato  nel
riquadro 8.2 della tabella C  -  Dottori  commercialisti  ed  esperti
contabili. 

    Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                       Art. 27 

         Assistenza in procedure concorsuali 

  1. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
assistenza al debitore nel periodo preconcorsuale  e,  altresi',  nel
corso  di  una  procedura  di  concordato  preventivo,   accordo   di
ristrutturazione di debiti e  di  amministrazione  straordinaria,  e'
determinato in funzione del totale delle passivita', e il compenso e'
liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal  riquadro  9  della
tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili. 
  2. Le percentuali di liquidazione indicate in tabella per l'ipotesi
del comma 1 sono ridotte fino alla meta' nel caso in cui le procedure
si concludono con esito negativo. 

    Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                    Art. 28 

    Assistenza, rappresentanza e consulenza tributaria 

  1. Il compenso per gli adempimenti dichiarativi  e  le  prestazioni
connesse  e'  liquidato,  di  regola,  secondo  quanto  indicato  nel
riquadro 10.1 della tabella C -  Dottori  commercialisti  ed  esperti
contabili. 
  2. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
predisposizione  di  ricorsi,  appelli  e  memorie  alle  commissioni
tributarie  e  ad  altri  organi  giurisdizionali,  nonche'  per   la
rappresentanza  tributaria,  e'  determinato,  per  ogni   grado   di
giudizio, in funzione dell'importo complessivo delle imposte,  tasse,
contributi, sanzioni,  interessi  che  sarebbero  dovuti  sulla  base
dell'atto impugnato o in contestazione oppure dei quali e'  richiesto
il rimborso, e il compenso e' liquidato, di  regola,  secondo  quanto
indicato dal riquadro 10.2 della tabella C -  Dottori  commercialisti
ed esperti contabili. 
  3. Il valore della pratica per  la  liquidazione  di  incarichi  di
consulenza  tributaria  e'  determinato  in   funzione   dell'importo
complessivo delle imposte, tasse, contributi, sanzioni, interessi che
sarebbero dovuti sulla base dell'atto impugnato  o  in  contestazione
oppure  dei  quali  e'  richiesto  il  rimborso,  e  il  compenso  e'
liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 10.3 della
tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili. 

     Sezione seconda Disposizioni e parametri specifici
                      Art. 29 

                  Sindaco di societa' 

  1. Il valore della pratica per la liquidazione  della  funzione  di
sindaco  di  societa'  che  svolge  i  controlli   di   legalita'   e
sull'amministrazione della societa' e' determinato in funzione  della
sommatoria  dei  componenti  positivi  di  reddito  lordi   e   delle
attivita', e il compenso e'  liquidato,  di  regola,  secondo  quanto
indicato nel riquadro 11 della tabella C - Dottori commercialisti  ed
esperti contabili. 
  2. Quando la funzione di sindaco e' svolta in societa' di  semplice
amministrazione di beni immobili di proprieta', in societa'  dedicate
al solo godimento di beni patrimoniali, in societa' in liquidazione o
in procedura concorsuale, le percentuali di liquidazione stabilite in
tabella per l'ipotesi del comma 1 sono ridotte fino alla meta'. 
  3. Quando il professionista riveste la carica di sindaco  unico  le
percentuali di liquidazione stabilite in tabella  per  l'ipotesi  del
comma  1  sono  aumentate  fino  al  100   per   cento.   Quando   il
professionista riveste la carica di presidente del collegio sindacale
le percentuali di liquidazione stabilite in tabella per l'ipotesi del
comma 1 sono aumentate fino al 50 per cento. 

   Capo IV Disposizioni concernenti i notai
                      Art. 30 

                Tipologia di attivita' 

  1. Ai fini della liquidazione di cui  all'articolo  1,  l'attivita'
notarile si distingue nelle seguenti tipologie: atti relativi a  beni
immobili,  atti  relativi  beni  mobili,  inclusi   i   beni   mobili
registrati, atti societari, altri atti. 
  2. Le prestazioni di garanzia, reale e personale, sono  considerate
atti relativi a beni  immobili  o  mobili  a  seconda  del  bene  cui
accedono. 
  3. Gli atti societari sono quelli che attengono alla  costituzione,
trasformazione, modifica della societa'. 
  4.  Rientrano  tra  gli  «altri  atti»  tutte  le   attivita'   non
riconducibili a una delle tipologie di atti indicate al comma 1, e le
attivita' di valore indeterminato o indeterminabile. 
  5. La autentica di firma, quando costituisce  la  sola  prestazione
richiesta, e' compresa tra gli «altri atti». 

     Capo IV Disposizioni concernenti i notai
                     Art. 31 

                     Criteri 

  1. Per valore di riferimento si intende: 
  a) per gli atti relativi a beni immobili e a beni mobili: il valore
del bene indicato nell'atto ovvero desumibile  dallo  stesso,  o,  in
mancanza, quello di mercato; 
  b) per le prestazioni di garanzia reale o personale: l'entita'  del
credito garantito; 
  c) per i contratti di affitto e di locazione: l'importo del  canone
pattuito per la durata del contratto fino alla prima scadenza; 
  d) per gli atti societari: il valore  dell'oggetto  dell'atto  come
indicato dalle parti o desumibile dall'atto o, in mancanza, quello di
mercato;  in  ogni  altro  caso  l'atto  si   considera   di   valore
indeterminato. 

      Capo IV Disposizioni concernenti i notai
                       Art. 32 

                    Parametro 

  1. Ai  fini  della  liquidazione,  l'organo  giurisdizionale  tiene
conto,  orientativamente,  per  ciascuna  categoria  di  atti,  della
percentuale riferita al valore medio dell'atto  come  indicata  nelle
allegate tabelle A-Notai, B-Notai, C-Notai. Il compenso e' liquidato,
di regola, in una percentuale del  valore  reale  dell'atto  compresa
nella forbice indicata in tabella, con  aumento  ovvero  diminuzione,
rispetto a quella riferita al valore medio,  in  misura  inversamente
proporzionale all'aumento o alla diminuzione del valore stesso. 
  2. Se uno stesso atto ha per oggetto beni  mobili  e  immobili,  il
valore medio di riferimento e' quello relativo ai beni immobili. 
  3. Per le prestazioni di garanzia  il  compenso  e'  liquidato,  di
regola, in percentuale tra lo 0,14 per cento e  lo  0,025  per  cento
dell'ammontare  del  credito  garantito  fino  all'importo  di   euro
400.000,00; per importi superiori si applica il comma 7. 
  4. Il compenso puo' essere aumentato  o  ridotto,  anche  derogando
alle forbici indicate  nelle  tabelle  allegate,  in  considerazione,
oltre  che  del  valore  di  riferimento  dell'atto,  della   natura,
difficolta',  complessita',  importanza  delle  questioni   trattate,
dell'eventuale urgenza della prestazione professionale,  dell'impegno
profuso anche in termini di tempo impiegato,  del  pregio  dell'opera
prestata,  dei  risultati  e  dei  vantaggi,  anche  non   economici,
conseguiti dal cliente. 
  5. Per la determinazione del compenso  complessivo  possono  essere
utilizzate piu' tabelle e piu' voci della medesima tabella. 
  6. Per la tipologia relativa agli «altri atti», tabella D-Notai, il
compenso  complessivo  puo'  essere  liquidato  sommando  i  compensi
relativi ai singoli atti. 
  7. Per gli atti il cui  valore  supera  euro  5.000.000,00  per  la
tipologia della tabella A-Notai e C-Notai, euro 4.500.000,00  per  la
tipologia della tabella  B-Notai,  l'organo  giurisdizionale,  tenuto
conto dei valori di liquidazione riferiti di  regola  allo  scaglione
precedente, liquida il compenso tenuto conto  del  valore  dell'atto,
della natura, difficolta', complessita', importanza  delle  questioni
trattate, dell'eventuale  urgenza  della  prestazione  professionale,
dell'impegno profuso anche in termini di tempo impiegato, del  pregio
dell'opera  prestata,  dei  risultati  e  dei  vantaggi,  anche   non
economici, conseguiti dal cliente. Il medesimo  criterio  si  applica
per gli atti il cui valore e'  inferiore  a  euro  25.000,00  per  la
tipologia della  tabella  A-Notai  e  C-Notai,  euro  10.000  per  la
tipologia della tabella B-Notai. 
  8. Per il  rilascio  di  copie,  estratti  e  certificati,  per  le
letture, le ispezioni e per qualsiasi altra operazione relativa  agli
atti notarili conservati presso il notaio, e', di  regola,  liquidato
al notaio quanto dovuto all'Archivio notarile.      
      

Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell’area tecnica

                       Art. 33 

                Ambito di applicazione 

  1. Il presente capo si applica alle professioni  di  agrotecnico  e
agrotecnico  laureato,  architetto,  pianificatore,   paesaggista   e
conservatore, biologo, chimico, dottore agronomo e dottore forestale,
geometra e geometra laureato, geologo, ingegnere,  perito  agrario  e
perito agrario laureato,  perito  industriale  e  perito  industriale
laureato, tecnologo alimentare. 

  Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica
                     Art. 34 

     Parametri generali per la liquidazione del compenso 

  1. Il  compenso  per  la  prestazione  dei  professionisti  di  cui
all'articolo 33 e' stabilito tenendo conto dei seguenti parametri: 
  a) il costo economico delle singole categorie  componenti  l'opera,
definito parametro «V»; 
  b) il parametro base  che  si  applica  al  costo  economico  delle
singole categorie componenti l'opera, definito parametro «P»; 
  c) la complessita' della prestazione, definita parametro «G»; 
  d) la specificita' della prestazione, definita parametro «Q». 

     Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica
                           Art. 35 

                Costo economico dell'opera 

  1. Il costo economico dell'opera,  parametro  «V»,  e'  individuato
tenendo conto del suo valore determinato, di regola, con  riferimento
al  mercato,  tenendo  anche  conto  dell'eventuale  preventivo,  del
consuntivo lordo nel caso di opere o lavori gia' eseguiti, ovvero, in
mancanza, dei criteri individuati dalla tavola Z-1 allegata. 
  2. Il parametro base «P» e' determinato mediante l'espressione: 
    P=0,03+10/V 0,4
 
applicato al  costo  economico  delle  singole  categorie  componenti
l'opera come individuato in base alla tavola Z-1 allegata. 

      Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica
                      Art. 36 

            Complessita' della prestazione 

  1. La complessita' della prestazione, parametro «G»,  e'  compresa,
di regola, tra un livello minimo, per la complessita' ridotta,  e  un
livello massimo, per la complessita' elevata, secondo quanto indicato
nella tavola Z-1 allegata. 
  2. In considerazione, altresi',  della  natura  dell'opera,  pregio
della prestazione, dei risultati e dei vantaggi, anche non economici,
conseguiti dal cliente,  dell'eventuale  urgenza  della  prestazione,
l'organo giurisdizionale puo' aumentare o diminuire  il  compenso  di
regola fino al 60 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile. 

      Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica
                    Art. 37 

           Specificazione delle prestazioni 

  1. Le prestazioni si articolano nelle seguenti fasi : 
  a) definizione delle premesse, consulenza e studio di fattibilita'; 
  b) progettazione; 
  c) direzione esecutiva; 
  d) verifiche e collaudi. 
  2. Le prestazioni  attengono  alle  seguenti  categorie  di  opere,
specificate nella tavola Z-1 allegata: 
  a) edilizia; 
  b) strutture; 
  c) impianti; 
  d) viabilita'; 
  e) idraulica; 
  f) tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT); 
  g) paesaggio, ambiente, naturalizzazione; 
  h) agricoltura e foreste, sicurezza alimentare; 
  i) territorio e urbanistica. 
  3. Ad ogni singola prestazione effettuata,  corrisponde  un  valore
specifico del parametro «Q», distinto in base alle singole  categorie
componenti l'opera come indicato nella tavola Z-2 allegata. 
  4. Il compenso per le prestazioni non comprese nelle fasi di cui al
comma 1, e nelle categorie di  cui  al  comma  2,  e'  liquidato  per
analogia. 

      Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica
                       Art. 38 

        Consulenze, analisi ed accertamento 

  1. Il  compenso  per  le  prestazioni  di  consulenza,  analisi  ed
accertamento,  se  non  determinabile  analogicamente,  e'  liquidato
tenendo  particolare  conto   dell'impegno   del   professionista   e
dell'importanza della prestazione. 

      Capo V Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica
                      Art. 39 

              Determinazione del compenso 

  1.  Il  compenso  per  la   prestazione   professionale   «CP»   e'
determinato, di regola, dal prodotto tra il valore dell'opera «V», il
parametro  «G»  corrispondente  al  grado   di   complessita'   delle
prestazioni  e  alle   categorie   dell'opera,   il   parametro   «Q»
corrispondente  alla  prestazione  o  alla  somma  delle  prestazioni
eseguite, e il parametro «P», secondo l'espressione che segue: 
    CP=V×G×Q×P 

      Capo VI Disposizioni concernenti le altre professioni
                         Art. 40 

                    Altre professioni 

  1. Il compenso relativo  alle  prestazioni  riferibili  alle  altre
professioni vigilate dal Ministero della giustizia, non rientranti in
quelle di  cui  ai  capi  che  precedono,  e'  liquidato  dall'organo
giurisdizionale per analogia alle disposizioni del presente  decreto,
ferma restando  la  valutazione  del  valore  e  della  natura  della
prestazione, del numero e dell'importanza delle  questioni  trattate,
del pregio dell'opera prestata, dei risultati e dei  vantaggi,  anche
non economici, conseguiti dal cliente, dell'eventuale  urgenza  della
prestazione. 

      Capo VII Disciplina transitoria ed entrata in vigore
                        Art. 41 

                Disposizione temporale 

  1. Le disposizioni di cui al presente  decreto  si  applicano  alle
liquidazioni successive alla sua entrata in vigore. 

     Capo VII Disciplina transitoria ed entrata in vigore
                  Art. 42 

            Entrata in vigore 

  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Roma, 20 luglio 2012 

                                      Il Ministro: Severino 
Visto, il Guardasigilli: Severino 

Registrato alla Corte dei conti il 21 agosto 2012 
Registro n. 8, Giustizia, foglio n. 2 

                 
                      Tabella A - Avvocati 

TRIBUNALE ORDINARIO E ORGANO DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA DI PRIMO GRADO 
Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed  euro
50.000 
Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.200;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  600;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  1.200;  aumento:
fino a +150%; diminuzione: fino a -70% 
Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  1.500;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase esecutiva: 
a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 800; aumento: fino  a
+60%; diminuzione: fino a -50% 
b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  1.800;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione fino a euro 25.000 
Fase di studio: valore medio di liquidazione euro 550; aumento:  fino
a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  300;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase istruttoria: valore medio di  liquidazione  euro  550;  aumento:
fino a +150%; diminuzione: fino a -70% 
Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 700; aumento:  fino
a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase esecutiva: 
a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 400; aumento: fino  a
+60%; diminuzione: fino a -50% 
b) immobiliare: valore medio di liquidazione euro 900; aumento:  fino
a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000 
Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.900;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.000;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  2.000;  aumento:
fino a +150%; diminuzione: fino a -70% 
Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  2.600;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase esecutiva: 
a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 1.300; aumento:  fino
a +60%; diminuzione: fino a -50% 
b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  2.900;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000 
Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  3.250;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.650;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  3.250;  aumento:
fino a +130%; diminuzione: fino a -70% 
Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  4.050;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase esecutiva: 
a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 2.100; aumento:  fino
a +60%; diminuzione: fino a -50% 
b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  4.800;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000 
Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  5.400;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 2.700;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase istruttoria: valore medio di liquidazione euro  5.400;  aumento:
fino a +100%; diminuzione: fino a -70% 
Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  6.750;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase esecutiva: 
a) mobiliare: valore medio di liquidazione euro 3.600; aumento:  fino
a +60%; diminuzione: fino a -50% 
b) immobiliare: valore medio di  liquidazione  euro  8.100;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione di valore indeterminato o indeterminabile 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello  scaglione
di riferimento, aumentato fino al 150% ovvero diminuito fino al 50% 

GIUDICE DI PACE 

Scaglione fino a euro 5.000 
Fase di studio: valore medio di liquidazione euro 300; aumento:  fino
a +50%; diminuzione: fino a -60% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  150;  aumento:
fino a +50%; diminuzione: fino a -60% 
Fase istruttoria: valore medio di  liquidazione  euro  300;  aumento:
fino a +100%; diminuzione: fino a -80% 
Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 400; aumento:  fino
a +30%; diminuzione: fino a -70% 
Scaglione da euro 5.001 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello  scaglione
previsto per il tribunale, diminuito del 40% 

CORTE DI APPELLO, ORGANI DI GIUSTIZIA TRIBUTARIA  DI  SECONDO  GRADO,
ORGANI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA E CONTABILE DI PRIMO GRADO 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello dello  scaglione
previsto per il tribunale, aumentato del 20% 

SUPREMA CORTE DI  CASSAZIONE,  MAGISTRATURE  SUPERIORI,  COMPRESO  IL
TRIBUNALE DI PRIMA ISTANZA DELL'UNIONE EUROPEA 
Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed  euro
50.000 
Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.600;  aumento:
fino a +70%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.000;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  1.900;  aumento:
fino a +70%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione fino a euro 25.000 
Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  -55%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 
Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000 
Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  +65%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 
Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000 
Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +170%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 
Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000 
Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +350%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 

CORTE COSTITUZIONALE, E ALTRI ORGANI DI GIUSTIZIA SOVRANAZIONALI 
Scaglione di riferimento: valore della causa tra euro 25.001 ed  euro
50.000 
Fase di studio: valore medio di  liquidazione  euro  1.700;  aumento:
fino a +70%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione euro 1.100;  aumento:
fino a +60%; diminuzione: fino a -50% 
Fase decisoria: valore medio di  liquidazione  euro  2.000;  aumento:
fino a +70%; diminuzione: fino a -50% 
Scaglione fino a euro 25.000 
Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  -55%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 
Scaglione da euro 50.001 a euro 100.000 
Variazione del valore  medio  di  liquidazione:  +65%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 
Scaglione da euro 100.001 a euro 500.000 
Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +170%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 
Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000 
Variazione del valore medio  di  liquidazione:  +350%  rispetto  allo
scaglione di riferimento; stesse variazioni percentuali in aumento  o
diminuzione 

PROCEDIMENTO PER INGIUNZIONE 
Scaglione fino a euro 5.000: da 50 a 700 euro 
Scaglione da euro 5.001 a euro 500.000: da 400 a 2.000 euro 
Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000: da 1.000 a 2.500 euro 

PRECETTO 
Scaglione da euro 0 a euro 5.000: da 20 a 100 euro 
Scaglione da euro 5.001 a euro 500.000: da 150 a 350 euro 
Scaglione da euro 500.001 a euro 1.500.000: da 400 a 600 euro 
Scaglione oltre euro 1.500.000: da 700 a 900 

PROCEDIMENTO DI ESPROPRIAZIONE PRESSO TERZI E PER CONSEGNA O RILASCIO 
Diminuzione del 10% del valore  medio  di  liquidazione  relativo  ai
procedimenti  esecutivi  mobiliari,  con   i   medesimi   aumenti   e
diminuzioni 

AFFARI TAVOLARI 
Diminuzione del 20% del valore  medio  di  liquidazione  relativo  ai
procedimenti  esecutivi  mobiliari,  con   i   medesimi   aumenti   e
diminuzioni 

                     Tabella B - Avvocati 

TRIBUNALE MONOCRATICO E MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA 
Fase di studio: valore medio di liquidazione euro 300; aumento:  fino
a +300%; diminuzione: fino a -50% 
Fase introduttiva: valore medio di liquidazione  euro  600;  aumento:
fino a +50%; diminuzione: fino a -50% 
Fase istruttoria: valore medio di  liquidazione  euro  900;  aumento:
fino a +100%; diminuzione: fino a -70% 
Fase decisoria: valore medio di liquidazione euro 900; aumento:  fino
a +50%; diminuzione: fino a -70% 
Fase esecutiva: euro 20 per ogni ora o frazione di ora, con aumento o
diminuzione del 50%. 

GIUDICE DI PACE 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, diminuito del 20% 

GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI O DELL'UDIENZA PRELIMINARE 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, aumentato del 20% 

TRIBUNALE COLLEGIALE 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, aumentato del 30% 

CORTE D'ASSISE 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, aumentato del 150% 

CORTE D'APPELLO E TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, aumentato del 60% 

CORTE D'ASSISE D'APPELLO 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, aumentato del 160% 

MAGISTRATURE SUPERIORI 
Valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per  il
tribunale monocratico, aumentato del 220% 

                                      Tabella C 

COMPENSI SPETTANTI AGLI ISCRITTI NEGLI ALBI PROFESSIONALI DEI DOTTORI
              COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI 

Riquadro 1 [Art. 19] 
- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi  e  delle
  attivita': 
  fino ad euro 10.000 dal 3% al 4% 
  sul maggior valore fino ad euro 50.000 dal 2% al 3% 
  sul maggior valore oltre euro 50.000 dall'1% al 2% 

Riquadro 2 [Art. 20] 
a) sul totale dell'attivo realizzato: 
   fino ad euro 400.000 dal 4% al 6% 
   sul maggior valore e fino a euro 4.000.000 dal 2% al 3% 
   oltre euro 4.000.000 dallo 0.75% al 1% 
b) sul passivo accertato: dallo 0,50% allo 0,75% 

Riquadro 3 [Art. 21] 
- sul valore della perizia o della valutazione: 
  fino ad euro 1.000.000 dallo 0,80% al 1% 
  per il di piu' fino ad euro 3.000.000 dallo 0,50% allo 0,70% 
  per il di piu' oltre 3.000.000 dallo 0,025% allo 0,050% 

Riquadro 4 [Art. 22] 
a) sul totale dei componenti positivi di reddito lordi:  dallo  0,10%
   allo 0,15% 
b) sul totale delle attivita': dallo 0,050% allo 0,075% 
c) sull'ammontare delle passivita' dallo 0,050% allo 0,075% 

Riquadro 5.1 [Art. 23, comma 1] 
a) sui componenti positivi di reddito lordi: dallo 0,30% allo 0,50%; 
b) sul totale delle attivita': dallo 0,020% allo 0,060% 
c) sul totale  delle  passivita'  risultanti  dal  bilancio  di  fine
   esercizio: dallo 0,020 allo 0,065% 

Riquadro 5.2 [Art. 23, comma 2] 
- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi: 
  fino a euro 50.000 dal 4% al 3% 
  sul maggior valore e fino a euro 100.000 dal 2% al 1% 
  oltre euro 100.000 dal 1% allo 0,5% 

Riquadro 6 [Art. 24] 
a) sul totale dei componenti positivi di reddito lordi: 
   dallo 0,020% allo 0,030% fino a 20.000.000 di euro 
   per il di piu' oltre 20.000.000 dallo 0.005% allo 0.010% 
b) sul totale delle attivita': dallo 0,050% allo 0,060% 
c) sull'ammontare delle passivita': dallo 0,020% allo 0,030% 

Riquadro 7.1 [Art. 25, comma 1] 
- sul capitale sottoscritto: 
  fino ad euro 1.000.000 dallo 0,75% al 1,50% 
  per il di piu' oltre euro 15.000.000 dallo 0,50% allo 0,75% 
  oltre euro 15.000.000 dallo 0,25% allo 0,50% 

Riquadro 7.2 [Art. 25, comma 2] 
- sul  totale   delle   attivita'   delle   situazioni   patrimoniali
  utilizzate: 
  fino ad euro 4.000.000 dal 1% al 1,50% 
  oltre euro 4.000.000 dallo 0,5% al 1% 

Riquadro 8.1 [Art. 26, comma 1] 
- sul corrispettivo pattuito: 
  fino a euro 2.000.000 dallo 0,75% al 2% 
  oltre euro 2.000.000 dallo 0,50% allo 0,75% 

Riquadro 8.2 [Art. 26, commi 2 e 3] 
- sul capitale mutuato  o  erogato,  ovvero  sui  capitali  e  valori
  economico-finanziari oggetto della prestazione: 
  fino a euro 2.000.000 dallo 0,75% al 1,00% 
  oltre euro 2.000.000 dallo 0,50% allo 0,75% 

Riquadro 9 [Art. 27] 
- sul totale delle passivita': 
  fino a euro 1.000.000 dal 1% al 2% 
  oltre euro 1.000.000 dallo 0,70% allo 0,90% 

Riquadro 10.1 [Art. 28, comma 1] 
- Dichiarazione dei redditi delle persone fisiche euro 150 
- Dichiarazione dei redditi  con  o  senza  studi  di  settore  delle
  persone fisiche con partita iva euro 450 
- Dichiarazione dei redditi  con  o  senza  studi  di  settore  delle
  societa' di persone euro 550 
- Dichiarazione dei redditi  con  o  senza  studi  di  settore  delle
  societa' di capitali euro 650 
- Dichiarazioni IRAP euro 200 
- Dichiarazioni IVA euro 250 
- Dichiarazione dei sostituti di imposta euro 150 
- Dichiarazione di successione euro 350 
- Altre dichiarazioni e comunicazioni euro 100 
- Invio telematico euro 20 

Riquadro 10.2 [Art. 28, comma 2] 
- sull'importo  complessivo   delle   imposte,   tasse,   contributi,
  sanzioni, interessi dovuti: dal 1% al 5% 

Riquadro 10.3 [Art. 28, comma 3] 
- sull'importo  complessivo   delle   imposte,   tasse,   contributi,
  sanzioni, interessi dovuti: dal 1% al 5% 

Riquadro 11 [Art. 29] 
- sulla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi  e  delle
  attivita': 
  fino a euro 5.000.000,00 da euro 6.000 a euro 8.000 
  per il di piu' fino a euro 100.000.000 dallo 0,009% allo 0,010% 
  per il di piu' fino a euro 300.000.000 dallo 0,0060% allo 0,009% 
  per il di piu' fino a euro 800.000.000 dallo 0,005% allo 0,006% 
  per ogni euro 100.000.000 di valore in piu' o frazione, rispetto  a
  euro 800.000.000 una maggiorazione da euro 7.500 ad euro 10.000 

Capo VII Disciplina transitoria ed entrata in vigore

                          Tabella A 

                      Notai 

ATTI IMMOBILIARI 

Da € 25.000,00 a € 1.000.000 
Valore medio: € 500.000,00 
Percentuale riferita al valore medio: 1,1% del valore dell'immobile 
Forbice: aumento fino al 4,820% ; riduzione fino allo 0,410% 

Da € 1.100.001 a 3.500.000 
Valore medio: € 2.300.000 
Percentuale riferita al valore medio: 0,21% del valore dell'immobile 
Forbice: aumento fino allo 0,410%; riduzione fino allo 0,160% 

Da € 3.500.001 a € 5.000.000 
Valore medio: € 4.250.000 
Percentuale riferita al valore medio: 0,14% del valore dell'immobile 
Forbice: aumento fino allo 0,161%; riduzione fino allo 0,120% 

                         Tabella B 

                    Notai 

ATTI MOBILIARI (inclusi MOBILI REGISTRATI) 

Da € 10.000 a € 200.000 
Valore medio : € 105.000,00 
Percentuale del valore medio: 0,62% 
Forbice: riduzione fino allo 0,350%; aumento fino all'1,790% 

Da € 200.001 a € 700.000 
Valore medio: 450.000 
Percentuale del valore medio: 0,200% 
Forbice: riduzione fino allo 0,130; aumento fino allo 0,350% 

Da € 700.001 a € 2.500.000 
Valore medio: € 1.600.000 
Percentuale del valore medio: 0,082% 
Forbice: riduzione fino allo 0,049%; aumento fino allo 0,130% 

Da 2.500.001 a € 4.500.000 
Valore medio: € 3.500.000 
Percentuale del valore medio: 0,035% 
Forbice: riduzione fino allo 0,028%; aumento fino allo 0,490% 

                     Tabella C 

                        Notai 

ATTI SOCIETARI 

Da € 25.000 a € 400.000 
Valore medio dell'atto: € 212.500 
Percentuale del valore medio: 1,4% 
Forbice: aumento fino a 6,90%; riduzione fino a 0,86% 

Da € 400.001 a € 1.500.000 
Valore medio dell'atto: € 950.000 
Percentuale del valore medio: 0,47% 
Forbice: riduzione fino allo 0,35%; aumento fino allo 0,86% 

Da € 1.500.001 a € 5.000.000 
Valore medio dell'atto: € 3.250.000 
Percentuale del valore medio: 0,16% 
Forbice: riduzione fino allo 0,13% ; aumento fino allo 0,35% 

                                           Tabella D 

                                Notai 

ALTRI ATTI 

Da € 30 al € 500 con aumento fino al doppio 

[fonte Gazzetta Ufficiale]
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