Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 26 novembre 2007

Anzalone e il Formicoso

Discarica: Anzalone e il Formicoso 

Ho letto con sconcerto ed amarezza la lunga intervista rilasciata dal Professore Anzalone. Mon entro nel merito delle questioni interne alla formazione politica a cui ha deciso di aderire e riconoscersi e in cui milita; ma alla superficialità e leggerezza con cui da amministratore regionale interviene nella “questione rifiuti”.

Ricordo i trascorsi politici quando il compagno Anzalone si occupava di “questione Meridionale” e riconosceva il Formicoso non quale “… landa deserta tutta creta e argilla, senza un casolare e un filo d’erba o un albero … buona per stoccare le ecoballe…” ma quale area dell’Irpinia che aveva visto le lotte contadine per l’occupazione delle terre.

Quelle terre che costituirono riscatto sociale e politico, che servirono per sopravvivere, per dare da mangiare alla famiglia, per fare studiare i tanti intellettuali e politici e/o presunti tali.

Proporre di depositare le ecoballe sul Formicoso, nelle forme in cui viene proposto, significa non conoscere il territorio: ricco di colture e pastorizia e, purtroppo, già devastato da uno dei più grandi insediamenti eolici. Ometto di elencare  i tanti progetti culturali, ambientali, archeologi enogastronomici finanziati da provincia e regione che certo contrastano con una simile scellerata proposta.

Inoltre le cose, professor Anzalone vanno chiamate con il proprio nome.

Le ecoballe sono rifiuto indifferenziato tal quale imballato. Tutti  sanno che non è più possibile realizzare siti e/o discariche di rifiuto indifferenziato tal quale.

Solo in questa regione, disamministrata da politici, come dice Anzalone, più  “… smaniosi di incarichi professionali, sistemazioni lucrose, consigli di amministrazione,  assessorati, prebende affarucci vari…” ,  e da commissari incapaci,  tutti operanti in violazione di leggi Nazionali ed Europee, distanti e disinteressati alla soluzione dei problemi della gente e del territorio si pensa di affrontare e risolvere il grave problema dei rifiuti con il solito pannicello caldo.

Evitiamo allora di creare ulteriore disinformazione per coprire  responsabilità che ormai sono evidenti a tutti.

Ricordo che da assessore all’ambiente della giunta Anzalone, fui rimosso, perché protestai contro la proroga dell’emergenza rifiuti firmata dall’allora Ministro degli Interni Gorgio Napolitano e perchè chiedevo il superamento dei poteri commissariali con il ritorno alla gestione ordinaria con competenze alle Province.

Sbaglio o a distanza di dieci anni stiamo a chiedere ancora le stesse cose?

Allora basta, con queste trovate estemporanee. Non è più pensabile che si possa coprire una incapacità politico-gestionale scatenando guerre tra il Formicoso e Difesa Grande,  tra Lioni e Petruro, tra Savignano e Chianche.

I cittadini Irpini sono pronti a fare la propria parte, a utilizzare forme di smaltimento, la differenziata, che non danneggia l’ambiente e non penalizza alcun territorio.

Le ecoballe, frutto di una politica scellerata, intrisa di interessi che “puzzano” e su cui ci auguriamo che la Magistratura faccia chiarezza in tempi rapidi portiamole a casa di chi di “balle” fa professione.

Avellino, 26 novembre 2007

                         Vito Nicola Cicchetti

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