Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 29 ottobre 2009

Acqua: NO alla privatizzazione

“Acqua: NO alla privatizzazione”

La deputazione Irpina e i consiglieri regionali, si stanno limitando a recepire le preoccupazioni dei lavoratori, a lamentare lo “scippo” delle acque e qualche esponete del PdL è giunto a rivendicare come un successo l’aumento di qualche litro d’acqua in più in cambio della “Pavoncelli bis”. Mentre al solito da noi si solidarizza e si organizzano tavoli (provincia molto conviviale la nostra) la regione Puglia, con una recente delibera ha deciso di impugnare: “dinanzi alla Corte Costituzionale l’art.15 del decreto legge 139 del 25 settembre 2009 (“Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi locali di rilevanza economica”), in riferimento alla competenza sulla gestione delle risorse idriche. L’Avvocatura regionale, alla quale è stato affidato l’incarico, ha tempo per l’impugnazione sino al 24 novembre, data entro la quale il decreto dovrà essere convertito in legge.” La Puglia del governatore  Vendola ha deciso di voltare pagina: “sul tema dell’acqua bene pubblico, impegnando la giunta regionale a promulgare entro dicembre un disegno di legge ad hoc e affidando all’avvocatura l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale del decreto legge 135 del 2009 con cui il governo ha legiferato sui servizi pubblici locali, accusandolo di conflitto d’attribuzione su una materia – quella del servizio idrico integrato – di esclusiva competenza delle Regioni: Tariffe non più basate sui consumi, ma sui redditi dei consumatori. E poi, addio alla società per azioni Acquedotto Pugliese, che deve invece diventare soggetto giuridico di diritto pubblico ben prima della fatidica data (2018) entro la quale si concluderà per legge la concessione della gestione del servizio idrico, aprendo di fatto ai privati il settore”. In pratica, il governo guidato da Vendola si appresta a licenziare un disegno di legge che punta a tramutare l’Acquedotto Pugliese da società per azioni (attuale configurazione, con capitale in mano alla Regione) in “soggetto giuridico di diritto pubblico”. Il  contenuto in una  delibera di indirizzo, in cui si sancisce il principio che l’acqua è “un bene comune dell’umanità”. La Regione Puglia contesta, la scelta nazionale di privatizzare l’acqua cosa fa la Regione Campania?  Qual è la posizione della Provincia di Avellino?  La deputazione Irpina è pronta a difendere l’acqua e i lavoratori del settore? Vorremmo risposte sancite in deliberati ufficiali, evitando convegni e tavoli ai quali l’unica acqua che interessa è quella contenuta nelle bottiglie per dissetare i convegnisti.

                                 Vito Nicola Cicchetti

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