Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 23 aprile 2010

D.Lgs. 28/2010 prime decisioni:Ordinanza Tribunale Varese

MEDIAZIONE -D.Lgs. 28/2010- prime decisioni: Ordinanza Tribunale di Varese

In tema di MEDIAZIONE riportiamo l’Ordinanza resa dal Tribunale di Varese, che ha escluso l’applicabilità dell’art. 4 comma 3 D.Lgs. n. 28 del 04 marzo 2010, nelle controversie in materia di diritto di famiglia.

                       TRIBUNALE CIVILE DI VARESE
                                          ordinanza      

              ……………
il difensore della parte ricorrente ha allegato al proprio fascicolo di parte il documento informativo redatto ai sensi dell’art. 4, comma 3, D.Lgs. 28/2010. In effetti, il Decreto Legislativo 4 marzo 2010 n. 28 ha previsto che, all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato sia tenuto a informare l’assistito: 1) della possibilità di avvalersi del procedimento disciplinato dalla nuova normativa in tema di mediazione conciliazione delle controversie civili: 2) delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20 del suddetto Decreto Legislativo. L’avvocato deve informare altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto.
L’obbligo di informazione provoca anche una reazione dell’Ufficio giudiziario: il Giudice che verifica la mancata allegazione del documento informativo, se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.
Stante l’attuale formulazione dell’art. 4, comma 3, la violazione del disposto ivi introdotto fa sì che i contratti di patrocinio debbano considerarsi annullabili in caso di omessa informativa. Da qui l’importanza di adempiere all’onere informativo prescritto dalla normativa.
Va, però, rilevato che, nel caso di specie, l’obbligo di informativa non trova applicazione.
L’intero testo normativo, infatti, disciplina le sole “controversie civili e commerciali vertenti su diritti disponibili” (art, 2, D.Lgs. 28/2010), così come alle sole liti aventi tale natura giuridica si riferiscono le fonti normative da cui ha attinto il nuovo saggio di legificazione. Si vuol dire che restano estranee al regime giuridico conciliativo le controversie aventi ad oggetto mere questioni non aventi substrato economico ed involgenti il diritto delle persone e della famiglia, come, del resto, è confermato dall’art. 5, comma 4, lett. e del D.Lgs. 28/2010. Un’ulteriore conferma dell’esclusione qui sostenuta è esplicita nella direttiva europea già citata (n. 52 del 21 maggio 2008), relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale, espressamente prevede che essa non trovi applicazione riguardo “ai diritti ed agli obblighi su cui le parti non hanno facoltà di decidere da sole in base alla pertinente legge applicabile; tali diritti e obblighi sono particolarmente frequenti in materia di diritto di famiglia”.
A ben vedere, dunque, una interpretazione secundum constitutionem delle norme interessate impone di renderle vitali solo là dove esse abbiamo una funzione effettiva e, dunque, si giustifichino in termini di ragionevolezza: orbene, che funzione avrebbe informare una parte della possibilità di avvalersi dei mediatori, in caso di liti che tale possibilità non prevedono? E quale razionalità avrebbe una norma che, in queste ipotesi, in caso di omessa informativa, consentisse di accedere alla annullabilità del contratto di patrocinio?
I rilievi sin qui svolti inducono a dovere accedere ad una interpretazione teleologica della normativa di nuovo conio, cosicchè l’obbligo informativo di cui all’art. 4, comma 3, D.Lgs. 28/2010 deve ritenersi sussistente solo se la lite insorta tra le parti rientri tra quelle controversie per cui è possibile l’attività dei mediatori.
Conclusivamente, nella controversia in esame, poichè involgente una lite giudiziaria per cui non previsto l’accesso (anche facoltativo) al procedimento di mediazione di cui al D.Lgs. 28/2010, non sussiste alcun obbligo per i difensori di rendere l’informativa di cui all’art. 4, comma 3, decreto 28/2010 e, conseguentemente, nessun obbligo del Giudice, in caso di omessa informativa succitata, di provvedere in supplenza ai sensi del medesimo grimaldello normativo.
                                                     P.Q.M.
Letti ed applicati gli artt. 710, 737 c.p.c., rigetta l’istanza di anticipazione.
Manda alla cancelleria perchè l’odierno provvedimento sia comunicato alle parti.
Varese 6 aprile 2010
[fonte: TRIBUNALE di VARESE]
Annunci

Responses

  1. Se l’informativa di cui all’art. 4, comma 3 D.lgs 28/2010 non viene allegata al fascicolo di parte e il procedimento ha ad oggetto il risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa, si può sollevare eccezione di nullità? e qualora il giudice dovesse provvedere in supplenza, il procedimento segue il suo corso come se nulla fosse successo?

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: