Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 5 maggio 2011

SCIOPERO AVVOCATI 6 MAGGIO 2011

VENERDI’ 6 MAGGIO 2011 SCIOPERO DEGLI AVVOCATI PENALISTI PROCLAMATO DALL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI

 GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
                          Delibera dell’11 aprile 2011
 La Giunta dell’Unione delle Camere Penali,
                             premesso
che l'Unione Camere Penali Italiane ha accolto come un elemento di rilevante novità l'approvazione in Consiglio dei Ministri del Disegno di Legge Costituzionale di riforma della giustizia che comprende soluzioni auspicate ed attese dall'avvocatura penalista, per alcune parti ricalcando un progetto elaborato dal Centro Studi Aldo Marongiu;
che altri aspetti del testo governativo appaiono meritevoli di ulteriore ponderazione, ma nel complesso l'iniziativa pone finalmente sul tavolo della riflessione politica temi fondamentali quali la separazione delle carriere, l'effettiva obbligatorietà dell’azione penale, ed anche la responsabilità civile dei magistrati;
che tali tematiche, peraltro, appartengono da anni al dibattito politico, così come a quello giuridico, e coinvolgono la stessa configurazione del modello istituzionale ed il rapporto tra lo Stato ed il cittadino nel campo della giustizia;
            considerato
che, pur consapevole della angustia di questa particolare fase politica e del clima di scontro in cui da tempo il Paese vive, l’avvocatura penale, valutata questa come una occasione importante per aprire un confronto serio ed approfondito sul nodi fondamentali del sistema giustizia, vuole impegnare tutti i protagonisti ad un dibattito vero, reale e costruttivo, ed a tal fine si impegna per il coinvolgimento dei più ampi settori della società per favorire la conoscenza e la comprensione della riforma in tutta la sua portata;
che la valutazione parlamentare delle proposte di riforma costituzionale, come autorevolmente auspicato anche dal Capo dello Stato, deve avvenire senza pregiudiziali nella consapevolezza della importanza e della centralità dei temi che coinvolge;
che, a questo scopo, occorre evitare che la riforma venga confusa e travolta da iniziative legislative settoriali ed incongrue, ovvero dettate da interessi particolari e non generali, che regolarmente emergono dal nulla e sono destinate a durare lo spazio di qualche settimana;
               evidenziato
che l’inizio del dibattito si è caratterizzato per l’inusitato tono propagandistico utilizzato dai maggiori protagonisti della politica che hanno preso il campo strumentalizzando una vicenda così delicata e togliendo voce a chi, nei diversi schieramenti, vorrebbe discutere del merito dei problemi e non solo degli interessi di parte;
che anche la magistratura associata, attraverso banalizzazioni, forzature, vere e proprie disinformazioni, si è mostrata immediatamente refrattaria a qualsiasi cambiamento, gelosa dei propri privilegi, al solito propensa ad invadere il terreno della iniziativa legislativa rivendicando una sorta di diritto di veto sulle tematiche generali che riguardano il proprio assetto costituzionale;
che a tutto ciò non ha giovato il comportamento degli organi d'informazione che si sono limitati a registrare una discussione superficiale volta a rappresentare una realtà distorta e manichea, in cui si confrontano due blocchi contrapposti e monolitici, adusi ad esprimersi per slogan stereotipati ed enunciati privi di qualsivoglia spessore, in primo luogo culturale e scientifico;
            rilevato
che l’avvocatura penale non vuole assistere impotente all’ennesimo scontro sui temi giudiziari in cui gli interessi dei cittadini vengono ritualmente immolati sull’altare della cattiva politica oppure mortificati di fronte ai diktat corporativi della magistratura;
che pertanto è necessario dare un forte segnale diretto a tutti i protagonisti della vicenda politico-istituzionale sulla determinazione assoluta della avvocatura penale in favore del cambiamento ed in particolare della affermazione della terzietà del giudice;
che a tal fine occorre, da un lato, esporre alla pubblica opinione i reali termini delle problematiche in discorso al di là delle forzature propagandistiche e, da un altro lato, dimostrare a tutte le forze politiche , attraverso una iniziativa politica nazionale, che dalla strada della riforma costituzionale non si può ormai tornare indietro;
                          delibera
l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per il giorno 6 maggio 2011, nel rispetto della normativa di legge in materia e del codice di autoregolamentazione;
                               indice
una manifestazione nazionale per i giorni 6 e 7 maggio in Roma, secondo un programma che verrà al più presto reso noto;
                                  dispone
la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, ai Capigruppo, alle Autorità Giudiziarie.
Roma,11 aprile 2011
Il Presidente . Avv. Valerio Spigarelli
Il Segretario – Avv. Franco Oliva
[Fonte:camerepenali.it]
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