Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 15 novembre 2011

ABROGAZIONE ORDINI PROFESSIONALI. NO dell’OUA

LEGGE DI STABILITÀ, L’OUA SI RIVOLGE AL FUTURO GOVERNO: ELIMINARE LA NORMA CHE PREVEDE L’ABROGAZIONE ESPLICITA DEGLI ORDINAMENTI PROFESSIONALI MEDIANTE UN SEMPLICE DECRETO MINISTERIALE 

MAURIZIO DE TILLA, OUA: “DIALOGO E MODERNIZZAZIONE, MA NO ALLE NORME GHIGLIOTTINE CHE CONSENTONO L’ABROGAZIONE DEGLI ORDINAMENTI”  L’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua si rivolge al futuro Governo offrendo la piena disponibilità dell’avvocatura a modernizzare la professione forense e la giustizia italiana, tuttavia, rileva il presidente Oua Maurizio de Tilla,   «è opportuno rimettere nei giusti binari il dibattito sulla riforma, eliminando sin da ora quei provvedimenti che tendono a snaturare il mondo delle libere professioni».

«Nella legge di stabilità, infatti, l’articolo 10 – spiega il presidente Oua – e per la precisione il comma 2, introduce nell’articolo 3 del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011 n. 148, un comma 5 bis che consente che le norme vigenti sugli ordinamenti professionali siano abrogate con effetto dell’entrata in vigore del regolamento governativo. Per essere più sintetici: gli ordini sono sotto la mannaia dell’ abrogazione degli ordinamenti, con un semplice provvedimento governativo. Tutto ciò può essere la conseguenza di una svista del legislatore, sotto la pressione di una situazione di grave emergenza, per questa ragione chiediamo che si corregga urgentemente».

«È incredibile non sottolineare un iter legislativo – continua – che contrasta apertamente con le norme e i valori della Costituzione: la mediaconciliazione obbligatoria, oltretutto all’esame anche della Corte di Giustizia Europea, la delega sulla geografia giudiziaria contenuta nella manovra Economica Bis (la Regione Puglia ha già annunciato ricorso, nonché l’Oua ha prospettato un analogo intervento) e ora con il comma 2 dell’articolo 10 della legge di stabilità. Una prassi discutibile e controproducente per la legalità del Paese».

«Crediamo che il nuovo Esecutivo – conclude de Tilla – debba necessariamente intervenire per modificare la norma. Detto ciò ribadiamo la disponibilità dell’avvocatura a dialogare per prendere con urgenza decisioni importanti e strutturali per riformare la professione forense, partendo dalla tutela degli avvocati giovani e delle donne e dalla valorizzazione del merito, e per modernizzare il sistema giustizia, aggredendo l’arretrato e riducendo i tempi dei processi.

Nella Conferenza Nazionale che si terrà a Roma nei giorni 25 e 26 novembre assumeremo tutte le iniziative necessarie». 

Roma, 14 novembre 2011

[Fonte: www.oua.it]
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