Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 31 gennaio 2012

SOPPRESSIONE SEDI DISTACCATE IN LOMBARDIA. TAR E CONSIGLIO DI STATO SOSPENDONO IL PROVVEDIMENTO

GIUSTIZIA, IL TAR E IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDONO LA SOPPRESSIONE DI DIVERSE SEDI DISTACCATE IN LOMBARDIA 

MAURIZIO DE TILLA, OUA: «ALTRO CHE REVISIONE DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA. COSÌ È IL CAOS»                                                  

Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, la rappresentanza politica degli avvocati italiani, denuncia i primi casi di sospensive adottate dal Tar Lombardia e dal Consiglio di Stato sulla prevista chiusura di diverse sedi distaccate, come contemplato dal decreto legislativo sulla revisione della geografia giudiziaria.       

L’Oua anche su questo tema ha proclamato due giorni di sciopero il 23 e 24 febbraio, con manifestazione nazionale a Roma (il 23) e in oltre 100 città italiane (il 24): «Così è il caos, altro che revisione della geografia giudiziaria. Queste sospensive sono la dimostrazione di quanto denunciato dall’Oua: non si possono abolire uffici giudiziari senza una attenta valutazione» 

«La formulazione della norma – continua il presidente Oua – ne inficia di fatto la finalità, lo abbiamo detto più volte, purtroppo inascoltati dal Ministero della Giustizia. Gli obiettivi di risparmio e di efficienza posti a base della legge delega non si raggiungono con l’indiscriminata e generica soppressione degli uffici giudiziari quanto, piuttosto, con una oculata e condivisa riorganizzazione sul territorio degli attuali uffici di primo grado, anche con riguardo alle sezione distaccate, potenziando proprio quei tribunali di prossimità che, in ragione di una struttura meno complessa e burocratica, offrono una pronta e rapida risposta di giustizia, ed un più rapido accesso a tutti i servizi da parte dei cittadini, svolgendo il loro compito notoriamente con piena efficienza, tanto da allinearsi agli standards riconosciuti e previsti dalla Comunità Europea. La ristrutturazione delle sedi oggi esistenti, assolutamente insufficienti a recepire il nuovo flusso, gli inevitabili spostamenti di personale, la riorganizzazione di tutti i presidi delle forze dell’ordine e degli uffici finanziari, l’aggiornamento delle reti telematiche e della impiantistica in generale, comporteranno nuove spese per lo Stato incoerenti con la millantata esigenza di stabilizzazione».

 Roma, 31 gennaio 2012

[Fonte oua.it]
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