Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 4 maggio 2012

OUA: NO AI TAGLI DI TRIBUNALI E GIUDICI DI PACE

MANOVRA DEL GOVERNO MONTI, DE TILLA, OUA: “ CON LO SPENDING REVIEW SI TAGLIANO I TRIBUNALI E I GIUDICI DI PACE, MA NON SI RISPARMIA NULLA, ANZI, COSI’ SI ROTTAMANO I DIRITTI DEI CITTADINI.”  

DAL 15 MAGGIO AL 16 GIUGNO GLI AVVOCATI IN SCIOPERO BIANCO IN TUTTA ITALIA

L’OUA CHIEDE UN’EQUILIBRATA E NON DEMOLITORIA REVISIONE DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA E L’ABROGAZIONE DELLA OBBLIGATORIETÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE

È NECESSARIO IL RINVIO DEL TERMINE DEL 13 AGOSTO PER L’EMANAZIONE DEL REGOLAMENTO GOVERNATIVO PER LA RIFORMA PROFESSIONALE

 Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, annunciando il ricorso allo “sciopero bianco”, ricorda i molti problemi irrisolti e aperti dai recenti interventi sulla giustizia e in materia di liberalizzazioni, nonché gli ultimi annunciati tagli dell’Esecutivo Monti nel cosiddetto “spending review”: la decisione di riformare mediante regolamento la professione forense entro il 13 agosto, una sciagurata e inadeguata revisione della geografia giudiziaria, il mantenimento di un sistema di media-conciliazione obbligatoria, fallimentare che limita l’accesso dei cittadini alla macchina giudiziaria e che è sotto l’esame della Corte Costituzionale e di Giustizia Europea. L’Oua, nei giorni scorsi, ha chiesto l’adesione di tutti gli avvocati dal 15 maggio al 16 giugno alla protesta deliberata dagli Ordini forensi di Trani, Reggio Emilia e Forlì-Cesena: ««Il governo Monti si è affrettato ad includere la soppressione dei giudici di pace non circondariali e di ben 36 tribunali minori nel progetto di “Spending review” per annunciare risparmi di spesa nella giustizia. Il che non è vero e contrasta con la tutela dei diritti dei cittadini. Sopprimere gli uffici giudiziari significa sostanzialmente annullare le istanze dei cittadini che chiedono giustizia, come si è già fatto con la media-conciliazione obbligatoria. Invero, la prevista soppressione non comporta alcun risparmio di spesa perché i giudizi pendenti, ed i nuovi giudizi da incardinare nel territorio cancellato dall’agenda della giustizia, vengono solo “trasferiti” altrove. “Rottamare” non significa poi “risparmiare”. È necessario avviare un confronto per modificare l’annunciata revisione della geografia giudiziaria, che deve essere costruttiva, adeguata e non demolitoria, rimettendo al centro di questo intervento il cittadino e la tutela dei presidi di legalità e sicurezza. Di grande importanza, infine, l’eliminazione di un sistema di media-conciliazione obbligatoria che è fallimentare, che limita l’accesso dei cittadini alla macchina giudiziaria e che è sotto l’esame della Corte Costituzionale e di Giustizia Europea».

 «Ma i problemi non finiscono qui – continua il presidente Oua – chiediamo ancora una volta che venga rinviato il termine del 13 agosto per l’emanazione dei previsti regolamenti di riforma professionale. La professione di avvocato ha bisogno di una legge che garantisca la specificità e il ruolo costituzionale dell’avvocatura e che preveda il ripristino delle tariffe e il divieto della presenza dei soci di capitale negli studi professionali»

 de Tilla, quindi elenca alcune delle modalità di protesta: «Solo per fare alcuni esempi – aggiunge – dal 15 maggio al 16 giugno (di seguito l’elenco completo delle iniziative dello Sciopero bianco) non forniremo più strumenti, materiale cartaceo o di cancelleria di sorta agli Uffici Giudiziari, neppure se richiesto, né al momento dell’iscrizione a ruolo della causa né durante lo svolgimento della stessa. Non ci sostituiremo ai commessi e/o al personale di cancelleria per lo svolgimento di alcuna attività e in particolare non cureremo personalmente né tramite propri incaricati il prelievo dei fascicoli dalle Cancellerie e l’effettuazione delle fotocopie, pretendendo invece che queste gli vengano rilasciate dalla Cancelleria nei termini previsti, e comunque in tempi idonei a non costituire ostacolo allo svolgimento del mandato difensivo, dietro pagamento dei relativi diritti (art. 58 c.p.c.), segnalando eventuali inadempimenti occorsi al Consiglio dell’Ordine e, ove occorra, alla Procura».

 «In assenza di atti concreti da parte dell’Esecutivo – chiarisce – protesteremo con forza. Senza di noi, la giustizia non funziona: svolgiamo decine di attività di supplenza volontaria e gratuita sia a livello personale che con i Consigli degli Ordini. Ma ora diciamo basta. Non è accettabile che si venga continuamente e ingiustamente attaccati e non si riconosca la nostra fondamentale attività nel buon funzionamento della macchina giudiziaria. L’assemblea dell’OUA ha accolto le proposte dei Consigli degli ordini forensi di Trani, Forlì-Cesena e Reggio Emilia e recependo il mandato del recente Congresso Straordinario di Milano ha, quindi, chiamato tutti gli avvocati italiani ad aderire dal 15 maggio al 16 giugno allo sciopero bianco, cioè a pretendere il rigoroso rispetto anche formale delle regole e degli adempimenti processuali. Gli Ordini forensi sono, altresì, invitati a sospendere l’erogazione di ogni supporto materiale ed economico per il funzionamento dell’organizzazione giudiziaria».

 Roma, 2 maggio 2012

             MODALITÀ DI ATTUAZIONE DELLO SCIOPERO BIANCO

· Non curare personalmente la verbalizzazione nelle cause civili ma richiedere al Giudice autorizzazione a dettare le proprie deduzioni in udienza (art. 84 co. 3 disp. att. c.p.c.), chiedendo che la verbalizzazione sia effettuata dal Cancelliere a ciò appositamente designato (art. 57 c.p.c.), o personalmente dal Giudice;

 · non curare la stesura di atti o provvedimenti di competenza e/o a sottoscrizione del Magistrato o del Cancelliere, in particolare evitando di redigerne e/o di predisporne il testo;

 · chiedere il puntuale e rigoroso rispetto delle norme di procedura che disciplinano la trattazione delle udienze, pretendendo in particolare che l’udienza di fronte al Giudice Istruttore si svolga in forma non pubblica (art. 84 disp. att. c.p.c.) e con le modalità previste, e quindi con chiamata singola e solo alla presenza delle parti e dei loro difensori;

 · chiedere (anche tramite il competente Consiglio dell’Ordine) in ossequio all’art. 83 disp. att. c.p.c., che i Giudici fissino preventivamente all’inizio dell’udienza l’ordine di trattazione delle cause, dando la precedenza a quelle per le quali sono stati abbreviati i termini e negli altri casi di legge;

 · non fornire strumenti, materiale cartaceo o di cancelleria di sorta agli Uffici Giudiziari, neppure se richiesto, né al momento dell’iscrizione a ruolo della causa né durante lo svolgimento della stessa;

 · non sostituirsi ai commessi e/o al personale di cancelleria per lo svolgimento di alcuna attività e in particolare non curare personalmente né tramite propri incaricati il prelievo dei fascicoli dalle Cancellerie e l’effettuazione delle fotocopie, pretendendo invece che queste gli vengano rilasciate dalla Cancelleria nei termini previsti, e comunque in tempi idonei a non costituire ostacolo allo svolgimento del mandato difensivo, dietro pagamento dei relativi diritti (art. 58 c.p.c.), segnalando eventuali inadempimenti occorsi al Consiglio dell’Ordine e, ove occorra, alla Procura;

 · non prendere visione di provvedimenti adottati dal Giudice, pretendendo che gli stessi gli vengano comunicati come per legge a mezzo Ufficiale Giudiziario o forma equivalente;

 · pretendere dagli Ufficiali Giudiziari il rilascio di idonea ricevuta all’atto della richiesta e del pagamento di notifiche, pignoramenti, ecc.

[Fonte:oua.it]

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