Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 20 giugno 2012

SCIOPERO AVVOCATI 5 luglio 2012 Il deliberato dell’OUA.

 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA E PROCESSO CIVILE, L’OUA PROCLAMA L’ASTENSIONE DALLE UDIENZE IL 5 LUGLIO CONTRO LA CHIUSURA SBAGLIATA E IRRAZIONALE DI NUMEROSI TRIBUNALI “MINORI”, SEDI DISTACCATE E UFFICI DI GIUDICI DI PACE E CONTRO LA DEMOLIZIONE DEL PROCESSO CIVILE

 L’OUA AVANZA UNA PROPOSTA CONCRETA PER SALVAGUARDARE ALMENO 230 SEDI DEI GIUDICI DI PACE            Maurizio De Tilla: “L’Oua è assolutamente contrario alla ventilata soppressione tout court di 37 procure e 33 tribunali cosiddetti ‘minori’, nonché di diverse centinaia di sedi distaccate e uffici di giudici di pace molto spesso modello di efficienza ed efficacia. Siamo fortemente critici anche sull’ennesimo intervento di demolizione del processo civile. Per queste ragioni, l’Oua, proclama l’astensione dalle udienze per giovedì 5 luglio ed indice assemblee in tutti gli uffici giudiziari, nonché invita a forme di disobbedienza civile come il non pagamento del contributo unificato”.  

Raffica di iniziative forti a tutela del sistema Giustizia, tra le proposte di disobbedienza civile, quella avanzata dall’Ordine di Nola: gli avvocati italiani non versino più il contributo unificato. Ma anche manifestazioni territoriali, richieste di audizioni con il Governo e sollevazione di questioni di incostituzionalità della normativa sulla geografia giudiziaria. 

Acque agitate nel mondo della giustizia e il 5 luglio nuova astensione dalle udienze decisa dall’assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana – Oua il fine settimana scorso contro la revisione della geografia giudiziaria. Approvato un documento (di seguito in versione integrale) veemente a tutela del “sistema giustizia”, con il quale si evidenzia come la soppressione di centinaia di tribunali cosiddetti “minori”, uffici di giudici di pace e sedi distaccate sia una scelta irrazionale, inutile e un grave errore per il funzionamento della macchina giudiziaria. L’Oua lancia al Ministero di via Arenula anche una controproposta per salvaguardare almeno 230 uffici di giudici di pace (in allegato l’elenco provvisorio). 

«È una revisione irrazionale e insensata che azzoppa la macchina giudiziaria – spiega de Tilla – assisteremo alla creazione di grandi tribunali (nelle maggiori città italiane come Roma e Napoli) e la conservazione di piccolissimi tribunali. E, invece, verrebbero cancellati proprio quei medi tribunali, spesso sempre esempio di produttività ed efficienza». 

Nel deliberato dell’Oua, sottolinea de Tilla si rileva, inoltre, «che la totale soppressione degli uffici del GdP non circondariali si pone in netto contrasto con la legge istitutiva di questo giudice che aveva individuato nella Giustizia laica lo strumento per essere il più vicino possibile alle esigenze del cittadino nell’accedere alla “giustizia” cosiddetta “minore”. A conferma, ancora oggi sul sito del Ministero della Giustizia, nell’illustrazione delle finalità demandate alla giustizia di pace, si legge che il giudice di pace è l’ufficio giudiziario che per sua dislocazione geografica sul territorio è il più vicino al cittadino”».

Non solo, denuncia ancora il presidente Oua, «la totale soppressione delle sezioni distaccate e di un cospicuo numero di tribunali non capoluogo di provincia si pone in netto contrasto con i principi della delega, perché ignora in maniera rilevante il criterio di ridistribuzione territoriale che, assieme agli altri parametri individuati in estensione territoriale, infrastrutture, criminalità, costituivano il punto essenziale della normativa di agosto 2011». 

In diverse realtà sede di tribunale sono state già decise incisive forme di protesta e l’Oua, considerando anche i tempi fortemente ristretti (la legge delega scade il 14 settembre, per cui è presumibile, considerando le ferie estive, che il Governo possa legiferare già entro il mese di luglio) sollecita necessarie ed immediate forme di protesta che inducano il Governo a prendere in esame le proposte dell’Avvocatura e dei territori interessati, annunciando il proprio deciso sostegno e l’adesione ad ogni forma di protesta sul territorio insieme ai cittadini e ai sindaci. 

«Nel proclamare l’astensione dalle udienze per il giorno giovedì 5 luglio – conclude de Tilla – con contestuale convocazione di assemblee in tutti gli uffici giudiziari, l’assemblea dell’Oua, sentiti anche i componenti del Coordinamento degli Ordini Forensi Minori, ha deliberato una serie di clamorose iniziative: 

1) sollevare in tutte le sedi questioni di incostituzionalità della normativa sulla geografia giudiziaria investendo dell’argomento anche il Parlamento e il Governo;

2) aderire e partecipare a tutte le manifestazioni indette dai Consigli sul territorio;

3) chiedere l’audizione nelle Commissioni Giustizia del Senato e della Camera sulla revisione della geografia giudiziaria;

4) chiedere al Ministro della Giustizia l’immediata trasmissione del progetto di revisione della geografia giudiziaria preannunciato sulla stampa;

5) proporre una legge di iniziativa popolare per la riformulazione dei criteri di revisione della geografia giudiziaria sulle basi delle indicazioni espresse dall’OUA e recepite nella mozione finale del Congresso Straordinario Forense di Milano;

6) contrastare la proposta normativa sull’appello cassatorio e sulla legge Pinto;

7) invitare gli avvocati a non versare il contributo unificato, in segno di protesta, sulla base delle indicazioni formulate dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola;

8) chiedere audizione al Capo dello Stato e ai Presidenti di Camera e Senato per illustrare le ragioni dell’Avvocatura sulla revisione della geografia giudiziaria, sul processo civile e sulla riforma della professione forense. 

Roma, 19 giugno 2012 

                       L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’OUA

riunitasi a Roma il 15 e 16 giugno 2012 presso la Cassa Forense
                                              ESPRIME
 ampia condivisione per tutte le iniziative che ordini circondariali, amministrazioni municipali e cittadini stanno attuando sul territorio contro l’indiscriminata soppressione della giustizia di prossimità 
                                          CONFERMA 
il proprio impegno perché si pervenga ad una rinnovata geografia giudiziaria non con tagli sommari come quelli prospettati dal Ministro della Giustizia, ma attraverso un ragionato e condiviso esame delle esigenze di ogni singolo territorio
                                              SEGNALA 
la disponibilità ad essere presente sul territorio come già avvenuto nella manifestazione delle 100 città e di essere di supporto alle eventuali iniziative per dichiarare l’incostituzionalità della normativa di revisione della geografia giudiziaria 
A tale proposito
                                                  RILEVA
 –          che la totale soppressione degli uffici del GdP non circondariali si pone in netto contrasto con la legge istitutiva di questo giudice che aveva individuato nella Giustizia laica lo strumento per essere il più vicino possibile alle esigenze del cittadino nell’accedere alla “giustizia” cosiddetta “minore”. A conferma, ancora oggi sul sito del Ministero della Giustizia, nell’illustrazione delle finalità demandate alla giustizia di pace, si legge che “il giudice di pace è l’ufficio giudiziario che per sua dislocazione geografica sul territorio è il più vicino al cittadino”;
–          che la totale soppressione delle sezioni distaccate e di un cospicuo numero di tribunali non capoluogo di provincia si pone in netto contrasto con i principi della delega, perché ignora in maniera rilevante il criterio di ridistribuzione territoriale che, assieme agli altri parametri individuati in estensione territoriale, infrastrutture, criminalità, costituivano il punto essenziale della normativa di agosto 2011; 
                               RIBADISCE 
la necessità che in questa materia, che incide su diritti intangibili del cittadino, ci si attenga ai principi deliberati nel Congresso Straordinario Forense di Milano;
                         SEGNALA CON PREOCCUPAZIONE 
che ove la delega venisse attuata senza tener conto dei precedenti principi, la Geografia Giudiziaria risulterà ancora più sbilanciata di quella attuale, non potendosi certo negare che, per le deroghe introdotte e i criteri applicati, non si perverrà ad un generale riequilibrio degli uffici ma piuttosto a conservare uffici di ridottissime dimensioni o di grande dimensioni. Certamente nel panorama della Geografia sparirà l’ufficio medio, fino ad oggi simbolo di miglior rapporto costi/efficienza;   
                                   INVITA 
i Consigli dell’Ordine, le Associazioni Forensi, le Amministrazioni comunali, le Associazioni, i Comitati territoriali, ad attuare ogni più opportuna iniziativa per contrastare i provvedimenti legislativi  di revisione demolitoria della geografia giudiziaria;  
                               DELIBERA ALTRESI’ 
a seguito della discussione svolta nell’ Assemblea OUA con i componenti del Coordinamento degli Ordini Forensi Minori 
1)      di sollevare in tutte le sedi questioni di incostituzionalità della normativa sulla geografia giudiziaria investendo dell’argomento anche il Parlamento e il Governo;
2)      di aderire e partecipare a tutte le manifestazioni indette dai Consigli sul territorio;
3)      di chiedere l’audizione nelle Commissioni Giustizia del Senato e della Camera sulla revisione della geografia giudiziaria;
4)      di chiedere al Ministro della Giustizia l’immediata trasmissione del progetto di revisione della geografia giudiziaria preannunciato sulla stampa;
5)      di proclamare l’astensione dalle udienze per il giorno giovedì 5 luglio 2012 con contestuale convocazione di Assemblee in tutti gli uffici giudiziari;
6)      di proporre una legge di iniziativa popolare per la riformulazione dei criteri di revisione della geografia giudiziaria sulle basi delle indicazioni espresse dall’OUA  e recepite nella mozione finale del Congresso Straordinario Forense di Milano;
7)      di contrastare la proposta normativa sull’appello cassatorio e sulla legge Pinto;
8)      di invitare gli avvocati a non versare il contributo unificato, in segno di protesta, sulla base delle indicazioni formulate dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola;
9)      di chiedere audizione al Capo dello Stato e ai Presidenti di Camera e Senato per illustrare le ragioni dell’avvocatura sulla revisione della geografia giudiziaria, sul processo civile e sulla riforma della professione forense. 
Roma, 16 giugno 2012 
          Il Segretario                                      Il Presidente
     Avv. Fiorella Ceriotti                 Avv. Maurizio de Tilla
[fonte:www.oua.it]
                                                                                                            
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