Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 6 settembre 2012

OUA Stravolta la riforma della Giustizia

GIUSTIZIA, IL MINISTRO CON I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO, PIERO GIARDA SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA, GIULIA BONGIORNO, SUL DDL SULLA NUOVA DISCIPLINA DELL’ORDINAMENTO FORENSE

 OUA: COSÌ SI STRAVOLGE LA RIFORMA

 MAURIZIO DE TILLA, PRESIDENTE OUA: “IL MINISTRO DA UN LATO È FAVOREVOLE ALLA CORSIA PREFERENZIALE PER UNA RIFORMA CHE ATTENDIAMO DA DECENNI, DALL’ALTRO LA SVUOTA DI CONTENUTI CHIEDENDO STRALCI SU PUNTI IRRINUNCIABILI. UNA BEFFA PER IL LAVORO DEL PARLAMENTO E PER L’AVVOCATURA”              

Duro il giudizio dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua) sulla lettera inviata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, alla presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, in cui si esprime parere favorevole all’assegnazione in sede legislativa del ddl sulla “Nuova disciplina dell’ordinamento forense”, chiedendo, però, che si stralcino diversi articoli rinviandoli al dibattito in aula.

Per Maurizio de Tilla, presidente Oua, «la disponibilità del ministro Giarda ad approvare più celermente il ddl di riforma forense, si scontra con la richiesta di stralciare tutti i punti più qualificanti del provvedimento. Sulle riserva della consulenza legale (art. 2 comma 6), sulle specializzazioni (art.9), sulla pubblicità (arti.10), sul compenso e le tariffe (art.13), sulle incompatibilità (art.18), sul tirocinio (art.41 comma 4 e 5 e art.43 comma 1), si chiede di rimandare il testo in aula, mandando così in Commissione un disegno di legge, di fatto, svuotato e demolito».

«È grave – continua il presidente Oua – che si intenda procedere in questo modo, si mette in discussione la volontà di confronto dell’avvocatura e il duro lavoro del Parlamento. Il testo è sicuramente migliorabile, ma in questo modo si rimane ostaggi delle contrapposizioni, di una logica fortemente ideologica e si riduce il terreno di mediazione. È sbagliato, nonché penalizzante rinviare all’aula tutti quelle questioni centrali per il rilancio della professione forense e per ridare slancio al lavoro di 200mila avvocati, soprattutto i più giovani, in questi ultimi mesi sotto la pressione della crisi economica. La protesta dell’avvocatura sarà forte e compatta, il primo appuntamento lo sciopero del 20 e 21 settembre». 

Roma, 5 settembre 2012

[Fonte: oua.it]

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