Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 22 ottobre 2012

SCIOPERO AVVOCATI TUTTI IN PIAZZA DOMANI 23.10.2012

GIUSTIZIA, CRESCONO LE ADESIONI ALLA MANIFESTAZIONE DELL’AVVOCATURA DI DOMANI A ROMA: OLTRE 3000 AVVOCATI SFILERANNO PER LE STRADE DI ROMA, IN RAPPRESENTANZA DI TUTTI GLI ORDINI FORENSI ITALIANI. LO SCIOPERO SI PREVEDE UNANIME  

 AL CORTEO PARTECIPANO L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE E I DIPENDENTI DELLA GIUSTIZIA DELLA UILPA-UIDAG

 MAURIZIO DE TILLA, OUA: “Scendiamo in piazza perché esiste un’emergenza giustizia da sanare. Da un lato permane il triste primato sull’eccessiva lunghezza dei processi dall’altro quello dei continui richiami e multe dell’Europa per la forte compressione dei diritti dei cittadini. Eppure in questi anni si susseguono interventi legislativi sbagliati che peggiorano la situazione (chiusura di tribunali, media-conciliazione obbligatoria, aumento delle spese per i cittadini, filtro in appello). Serve l’impegno di tutti, serve una nuova politica: più diritti, più efficienza”.

 Le adesioni crescono, saranno oltre 3000 le presenze e alla partecipazione unanime degli ordini forensi e delle associazioni, si affiancano anche quelle dei giudici di pace (Angdp, in allegato la lettera di adesione del presidente Vincenzo Crasto) e dei dipendenti della Uilpa-Uidag, con una rappresentanza guidata dal segretario Generale, Antonino Nasone.

L’Oua ricorda le ragioni dello sciopero e del corteo: «La giustizia è a un bivio – sottolinea il presidente Maurizio de Tilla – continuare nella strada dell’inefficienza, della rottamazione e della privatizzazione dei servizi, con provvedimenti inutili, sbagliati e incostituzionali come la media-conciliazione obbligatoria o la chiusura di circa 1000 uffici giudiziari, o ancora, come l’aumento delle spese a carico dei cittadini o la compressione di diritti come il filtro in appello. Oppure ripartire dalla centralità della nostra Costituzione e dalla necessità di modernizzare la macchina giudiziaria per ridurre i tempi dei processi e consentire all’Italia di ritornare ad essere competitiva e non a essere il fanalino di coda di tutte le classifiche mondiali relative all’efficienza».

 «Non scendevamo in piazza in corteo dal 2006 contro un decreto sbagliato come quello sulle liberalizzazioni selvagge dell’allora ministro Bersani– conclude – ora è, di nuovo, necessario fare sfilare per le vie della capitale le toghe dell’avvocatura, i custodi del diritto di difesa dei cittadini in questi anni, troppe volte, messo sotto attacco. In questa occasione avremo accanto a noi anche i giudici di pace e i dipendenti della giustizia della Uilpa-Uidag, che, con ragione, reclamano diversi interventi. I primi: una riforma della magistratura onoraria e di pace (di qualità, valorizzata e ben retribuita) e la fine di esperimenti fallimentari come la conciliazione e la chiusura di 700 uffici di giudici di pace; i secondi: maggiori risorse, assunzioni e la fine degli sprechi con l’esternalizzazione dei servizi della macchina giudiziaria (oltre 700milioni).

L’avvocatura chiede che si punti sulla giustizia di prossimità e quindi sulla revisione razionale della geografia giudiziaria (l’attuale è incostituzionale, già si è fatto ricorso al Tar della Sardegna, il primo di diversi annunciati in questi giorni e che segue quello della Regione Sicilia alla Suprema Corte), sull’innovazione tecnologica, sul processo telematico, sulla riorganizzazione degli uffici, sull’autogestione delle risorse del settore, su un nuovo e organico processo civile, senza compressione di diritti (per una riforma dell’appello), per l’implementazione di sistemi stragiudiziali, senza obbligatorietà e senza dissimulate privatizzazioni dei servizi, come con l’attuale vigente media-conciliazione obbligatoria, sulla valorizzazione della professione forense».

 Roma, 22 ottobre 2012

[Fonte oua.it]

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