Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 16 novembre 2012

MEDIAZIONE LOBBY E PARLAMENTO CON I POTERI FORTI. OUA: AVVOCATI DIECI GIORNI DI SCIOPERO

GIUSTIZIA, OUA: LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA L’OBBLIGATORIETÀ DELLA MEDIAZIONE E LE LOBBY PROVANO A REINTRODURLA NEL DECRETO SVILUPPO AL SENATO CON UN EMENDAMENTO

PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE, TRA LE PROPOSTE DIECI GIORNATE DI SCIOPERO    

MAURIZIO DE TILLA, PRESIDENTE OUA: “Il Parlamento non ceda alle lobby, altrimenti gli avvocati ritorneranno in piazza per difendere la Costituzione. Pronti a dichiarare altri 10 giorni di sciopero. La illegittimità della mediaconciliazione obbligatoria è riferibile non solo all’eccesso di delega ma anche all’onerosità della stessa, alla mancanza di indipendenza delle camere di conciliazione private, alle inidoneità di gran parte dei mediatori, alla speculazione che si è scatenata nel settore, agli ostacoli all’accesso libero del cittadino alla giustizia, alle gravi ripercussioni sul giudizio successivo, al fatto che nel 90% dei casi la parte non compare o la conciliazione ha insuccesso.
Dove vogliamo arrivare ? Con l’iniziativa illegittima dei poteri economici che ancora una volta vogliono mettere sotto scacco il Paese e la giustizia”.

In Commissione Industria del Senato il senatore Enzo Ghigo ha presentato un emendamento che reintroduce l’obbligatorietà della mediazione. Per l’Organismo Unitario dell’Avvocatura si tradisce così la decisione della Consulta che aveva bocciato questo istituto. L’Oua chiede al Senato di respingere questa proposta e convoca lo stato di agitazione e minaccia dieci giornate di sciopero per difendere la Costituzione e i diritti dei cittadini dall’ennesimo tentativo di privatizzare la giustizia.
Per Maurizio de Tilla, presidente Oua, «il Senato deve dire no a questo colpo di mano, l’emendamento presentato dal senatore Ghigo, dichiarato ammissibile, fa tabula rasa della decisione della Consulta, ma anche della disponibilità al dialogo e a trovare soluzioni concrete avanzate dell’avvocatura al ministro Severino. Riporta le lancette indietro, rimettendo in corsa un sistema fallimentare negli esiti e ancor sub judice della decisione della Corte di Giustizia Europa. E’ incredibile come i fautori del vecchio e bocciato meccanismo, citino in modo parziale un parere della Commissione Europea e omettono il passaggio più importante: la critica di un sistema che non può essere allo stesso tempo troppo costoso per i cittadini e obbligatorio, e quindi, limitare il diritto all’accesso al giudice. Proprio ciò che avveniva in Italia a tutto vantaggio di interessi particolari, unici ad avvantaggiarsi da una dissimulata svendita di un servizio, della privatizzazione della giustizia.

«Troppi interessi girano attorno a questo business, è evidente – conclude de Tilla – il Parlamento con autonomia non deve cedere a queste lobby, altrimenti gli avvocati ritorneranno in piazza per difendere la Costituzione. Pronti a dichiarare altri 10 giorni di sciopero”.

 Roma, 15 novembre 2012

[Fonte: oua.it]

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