Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 3 settembre 2013

OUA CONTRO LA CHIUSURA DEI TRIBUNALI A “MACCHIA DI LEOPARDO”

ouaGIUSTIZIA, OUA: TRIBUNALI, LA CHIUSURA È A MACCHIA DI LEOPARDO

 REVISIONE DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA, FIOCCANO I RINVII: GIÀ 42 I DECRETI CORRETTIVI. LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO ALTRO CHE RIFORMA “EPOCALE”

NICOLA MARINO, PRESIDENTE OUA AL MINISTRO CANCELLIERI: “È necessaria una proroga generale non 42 decreti correttivi con criteri incomprensibili e con evidente corollario di ulteriori polemiche. No a comuni di serie A con rinvio e altri di serie B sacrificati senza alcuna logica.  Ma non basta: serve anche una revisione dell’impianto del provvedimento, che, come è evidente, è inadeguato e ingiusto. Si rispetti la volontá del Parlamento”

 L’OUA PONE AL MINISTRO DI GIUSTIZIA 11 DOMANDE PER FARE CHIAREZZA 

 L’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, a poche settimane dal termine del 13 settembre per la fissata chiusura di circa 1000 uffici giudiziari in tutto il Paese, si rivolge al ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri chiedendo che si rispetti la volontà del Parlamento e si preveda un rinvio generalizzato dell’entrata in vigore del provvedimento, invece di interventi esclusivi per singole realtà come sta avvenendo con l’emanazione di diversi decreti correttivi.

 Secondo Nicola Marino, Presidente Oua, «è necessaria una proroga generale, non 42 decreti correttivi con criteri incomprensibili, stabiliti nel chiuso delle stanze del ministero di via Arenula. No a comuni di serie A con rinvio e altri di serie B sacrificati senza alcuna logica: no a figli e figliastri, con evidente corollario di ulteriori polemiche e confusione». «Serve, inoltre – continua – una revisione complessiva dell’impianto del provvedimento, che, come è evidente, è inadeguato e ingiusto. Si segua quanto evidenziato dal Parlamento con diversi pareri (delle Commissioni) e con l’approvazione di un chiaro ordine del giorno. Non possiamo scaricare sui cittadini e sulle imprese le conseguenze di una riforma pensata male. Il caos non serve a nessuno, ciò di cui ha bisogno la macchina giudiziaria è modernizzazione e veri risparmi. Gli avvocati sono disponibili a mettersi in gioco per ottenere questo risultato nell’interesse dell’Italia».

 Il Coordinatore della Commissione Geografia giudiziaria, Marcello Luparella, spiega che, «sarebbero 42 i decreti ministeriali emessi ai sensi dell’art. 8 d. lgs. 155/2012. Si tratta dell’ennesima conferma di quanto approssimativa e improvvisata si stia rivelando la gestione della c.d. “Riforma epocale”, ormai ridotta al rango di una specie di roulette russa».

 E in un documento la Commissione Oua, definisce queste scelte del ministero di via Arenula come, «interventi a macchia di leopardo, che senza alcuna giustificazione trattano in modo diverso situazioni analoghe, accolgono solo alcune istanze ignorandone altre e che creano incomprensibili distinguo tra le stesse istanze accolte, disponendo, non si capisce in base a quale criterio,  proroghe di durata variabile tra sei mesi e cinque anni.

Lo smembramento delle attività (in molti casi i Tribunali accorpati continueranno a trattare il pregresso, quelli accorpanti le sopravvenienze) creeranno ulteriori disservizi e disagi agli operatori ed agli utenti.

Il ridimensionamento degli obiettivi renderà ancora più irrisorio (almeno per il prossimo quinquennio) il giá irrilevante sbandierato  risparmio.

Il tutto mentre in ogni angolo d’Italia, a 15 giorni dal 13 settembre, non si é mosso un dito per organizzare i trasferimenti, le strutture sono tutt’altro che pronte, restano irrisolti (ed anzi nemmeno affrontati)  moltissimi problemi legati agli accorpamenti».

 L’Oua pone quindi al ministro Cancellieri alcune domande:

1.       quanti tribunali hanno posto per accogliere i magistrati accorpati?

2.      È stata fatta una valutazione ponderata e capillare delle problematiche relative alle ripercussioni dell’accorpamento sulla sicurezza dei locali per i lavoratori, gli operatori e gli utenti ?

3.      Sono stati rispettati i criteri previsti dal “ Piano delle performance “ predisposto dal Ministero 2013 – 2015, anche in relazione al rapporto tra gli spazi e gli operatori ?

4.      Quanti magistrati accorpati vanno all’accorpante?

5.      Come si può eseguire un trasloco in una notte?

6.      Come si esegue il trasloco, con quali costi e a spese di chi?

7.      Quanti sono i tribunali che hanno indetto la gara per il trasloco?

8.      Avanti a quale magistrato bisogna citare i testi per le udienze fissate dopo il 13 settembre?

9.      Quanto saranno lunghi i rinvii per riorganizzare i ruoli?

10.   Come ci si regolerà con la legge pinto visto che aumenteranno i tempi?

11.    Cosa succederà degli ordini, del loro patrimonio, del loro personale? E a quale Ordine apparterranno a partire dal 13 settembre gli avvocati iscritti ai Fori soppressi?

 «Le domande potrebbero continuare all’infinito – si prosegue nel documento – è fin troppo facile presagire una paralisi totale e disastrosa di ogni attività. L’Avvocatura non ci sta a tollerare questo scempio. Occorre prendere atto della oggettiva e conclamata impossibilità di far partire la riforma nei tempi prestabiliti. Il “treno in corsa”, di cui parlava il Ministro già qualche mese fa, non si é nemmeno messo in moto e rischia di provocare gravi pregiudizi proprio per quell’efficienza e rapidità per la giustizia che la riforma vorrebbe invece garantire, nonchè forti ripercussioni negative per gli utenti e gli operatori».

 Nel ribadire per l’ennesima volta la propria disponibilità  a collaborare per una riforma della geografia giudiziaria volta veramente a recuperare efficienza e funzionalità, l’OUA si rivolge, quindi al Governo ed al Parlamento affinché si prenda atto «delle conseguenze negative sopra evidenziate, frutto di una frettolosa e disorganizzata riforma e degli evidenti disagi agli incolpevoli cittadini», e chiede, «quindi di disporre immediatamente, conformemente a quanto votato all’unanimità dalla Commissione Giustizia del Senato, la proroga generalizzata di un anno dell’entrata in vigore della riforma».

 Roma, 29 agosto 2013

[FONTE: oua.it]

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