Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 18 settembre 2014

SCIOPERO dei Giudici di Pace dal 29 settembre al 3 ottobre 2014

L’Unione Nazionale Giudici di Pace proclama lo sciopero nazionale dei Giudice di Pacegiudici di pace dal 29 settembre al 3 ottobre 2014.

  Al Presidente del Consiglio dei Ministri
   Al Ministro della Giustizia
  A tutti i Presidenti di Corte di Appello-Loro sedi
Al Consiglio Superiore della Magistratura
Alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

Oggetto: Proclamazione dell’astensione nazionale dalle udienze dei Giudici di Pace dal 29 settembre al 3 ottobre 2014

 

Avendo esperito le procedure di raffreddamento previste dall’articolo 7 del Codice di autoregolamentazione per l’esercizio dello sciopero e delle astensioni dalle attività giudiziarie nel comparto degli uffici del giudice di pace di cui alla nota 6.9.2014 ed avendo preso atto degli orientamenti del Ministro della Giustizia contrari alle esigenze della categoria e alla corretta amministrazione della Giustizia, che derivano dall’ossequio ai principi fondamentali della Costituzione e alle Raccomandazioni delle Istituzioni Europee con la presente l’Unione Nazionale Giudici di Pace proclama lo sciopero nazionale dei giudici di pace dal 29 settembre al 3 ottobre 2014.

La scrivente organizzazione rappresentativa della categoria premette che:

I principi che governano la Giustizia non consentono eccezioni. Non esiste una giustizia onoraria, semmai una giustizia che funziona ed una giustizia che non funziona. I giudici di pace chiedono al Governo ed al Parlamento il rispetto della Costituzione, nonchè delle raccomandazioni e sollecitazioni provenienti dalle più alte Istituzioni Europee (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa) per cui la Giustizia, in qualsiasi grado e da chiunque svolta, esige, al fine di garantire l’imparzialità, indipendenza e professionalità del giudice, il riconoscimento a tutti magistrati, siano essi onorari o di carriera, dei diritti fondamentali della continuità del servizio, di un trattamento economico sufficiente, del diritto di difesa nei procedimenti disciplinari e paradisciplinari,etc

In tal senso, categorica è la raccomandazione del 27.11.2010 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, espressamente estesa anche ai giudici non professionali.

                   Denuncia che:

  1. I recenti provvedimenti annunciati dal Governo tendono alla mera “rottamazione” della domanda di giustizia, accrescendo i costi ed i tempi della definizione dei processi con la prescrizione di fasi di conciliazione obbligatoria e di negoziazione assistita;
  2. l’orientamento ministeriale sulla riforma della c.d. magistratura onoraria nega di fatto la natura giurisdizionale all’attività degli uffici del giudice di pace , nonostante che la stessa conta oltre un milione e 600 procedimenti, un indice di litigiosità che supera il 50% di quello dei Tribunali in tutte le materie civili ( 28 procedimenti su 1000 abitanti a fronte di 45 cause su 1000 abitanti del contenzioso tribunalizio), ha assorbito nel 2012 il 56% delle cause di cognizione di primo grado (nell’anno precedente era il 59%) ed il 59% dei decreti ingiuntivi, (strumenti insostituibili per il soddisfacimento dei crediti delle imprese);
  3. lo stesso orientamento prevede uno “statuto unitario” comprendente figure diverse di magistrati ed ausiliari al solo scopo ed espediente di utilizzare gli scarni fondi assegnati ai giudici di pace – non integrati da aumenti Istat previsti dalla legge e dagli oneri per copertura previdenziale- per coprire la spesa per l’istituzione dell’ufficio del processo e integrare i trattamenti di got e vpo;
  4. i trattamenti previsti dal Ministro compromettono l’autonomia e l’indipendenza dei giudici di pace, rendendo vano l’obiettivo della “terzietà” (temporaneità degli incarichi, drastica riduzione ed aleatorietà del trattamento indennitario dopo il primo quadriennio, mancanza di tutela previdenziale, violazione del diritto di difesa nei procedimenti disciplinari e nelle conferme, assegnazioni all’Ufficio del processo e trasferimenti ad altri uffici del giudice di pace senza il consenso degli interessati, aggravamento ingiustificato delle sanzioni disciplinari e criteri di conferma etc) nonostante che saranno assegnati ai futuri uffici competenze maggiori delle attuali sia per valore che per materia;

Per tali ragioni gli organi deliberanti della scrivente Unione hanno deciso la proclamazione dello sciopero dal 29 settembre al 3 ottobre 2014 e la prosecuzione delle azioni di protesta nel caso in cui non si modifichi e chiarisca la posizione del Ministero.

L’Unione rileva il grave disagio della categoria per essere costretta a ricorrere a prolungate astensioni per rivendicare una riforma avente lo scopo di adeguare la condizione dei giudici di pace ai principi costituzionali, alle garanzie di indipendenza e autonomia dei giudici e di assicurare a cittadini ed imprese il miglioramento della Giustizia, che costituisce una delle principali e fondamentali Funzioni (e non servizio) dello Stato.

Roma 17 settembre 2014

Il Segretario Generale   Il Presidente Nazionale   Il Presidente Onorario

[FONTE:unionegiudicipace.it]

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