Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 23 ottobre 2015

ELETTRODOTTO TERNA. Le “ragioni” del gestore della rete elettrica nazionale, in assenza di valide motivazioni, non prevalgono sulla tutela del patrimonio ambientale.

20150910_153333ELETTRODOTTO TERNA. Le “ragioni” del gestore della rete elettrica nazionale, in assenza di valide motivazioni, non prevalgono sulla tutela del patrimonio ambientale.

Il Ministero invero, anziché occuparsi, come debito suo compito, di curare l’interesse paesaggistico (e di valutare, quindi, in termini non relativi ad altri interessi l’impatto paesaggistico dell’intervento), ha illegittimamente compiuto una non consentita attività di comparazione e di bilanciamento dell’interesse affidato alla sue cura (la tutela del paesaggio) con interessi pubblici di altra natura e spettanza (essenzialmente quelli sottesi alla realizzazione dell’elettrodotto e, dunque, al trasporto dell’energia elettrica). Non ad esso, ma ad altre Amministrazioni competeva esprimere, nel confronto dialettico proprio della conferenza di servizi, quelle valutazioni, indicandone le rispettive ragioni

LEGGI: Consiglio di Stato sentenza n. 3652-2015

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