Pubblicato da: Vito Nicola CICCHETTI | 24 febbraio 2018

RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO

sovraffollamento carceriIl Consiglio dei Ministri, del 22 Febbraio 2018, su proposta del Ministro della Giustizia, ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi che, in attuazione della legge sulla riforma della giustizia penale (legge 23 giugno 2017, n. 103), introducono disposizioni di modifica dell’ordinamento penitenziario.

1. Riforma dell’ordinamento penitenziario in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83, 85, lettere g), h) e r), della legge 23 giugno 2017, n. 103 (decreto legislativo – esame preliminare)

Il testo concretizza, in particolare, le disposizioni relative:

  • all’incremento delle opportunità di lavoro retribuito, sia intramurario sia esterno, nonché di attività di volontariato individuale e di reinserimento sociale dei condannati, anche attraverso il potenziamento del ricorso al lavoro domestico e a quello con committenza esterna, aggiornando quanto il detenuto deve a titolo di mantenimento (comma 85, lettera g), nonché alla maggiore valorizzazione del volontariato, sia all’interno del carcere sia in collaborazione con gli uffici di esecuzione penale esterna (comma 85, lettera h);

  • al miglioramento della vita carceraria, attraverso la previsione di norme volte al rispetto della dignità umana mediante la responsabilizzazione dei detenuti e la massima conformità della vita penitenziaria a quella esterna (comma 85, lettera r), introducendo disposizioni per l’adeguamento degli edifici penitenziari.

La riforma rende più attuale la disciplina, ormai risalente al 1975, e la adegua agli innovativi orientamenti della giurisprudenza costituzionale, di legittimità e delle Corti europee.

Si prevede, tra l’altro, che l’amministrazione penitenziaria possa organizzare e gestire attività di produzione di beni o servizi, sia all’interno che all’esterno dell’istituto, promuovendo l’attività lavorativa orientata al c.d. “autoconsumo” per la produzione di generi alimentari, da destinare al consumo dei detenuti stessi o alla vendita, anche negli spacci aziendali dell’amministrazione penitenziaria; si introducono, inoltre, nuove disposizioni dedicate al lavoro di pubblica utilità (prestato a titolo volontario e gratuito dai detenuti) quale strumento per soddisfare le esigenze connesse al lavoro penitenziario e le finalità di risocializzazione, prevedendo, a tal fine, che l’amministrazione penitenziaria possa elaborare progetti di pubblica utilità, da realizzare anche all’interno degli istituti o, sulla base di apposite convenzioni, in favore di amministrazioni dello Stato, enti territoriali, enti o organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato.

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2. Disciplina dell’esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettera p), della legge 23 giugno 2017, n. 103 (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto riforma l’ordinamento penitenziario per le parti relative all’esecuzione della pena nei confronti dei condannati minorenni e dei giovani adulti (al di sotto dei 25 anni), con particolare riferimento al peculiare percorso educativo e di reinserimento sociale.

Punto fondamentale del testo sono le misure penali di comunità e la previsione di un modello penitenziario che guardi all’individualizzazione del trattamento. L’obiettivo è quello di individuare un’esecuzione penale che ricorra alla detenzione nei casi in cui non è possibile contemperare le esistenze di sicurezza e sanzionatorie con le istanze pedagogiche. Viene posto un limite alla possibilità di concessione dei benefici previsto dall’ordinamento penitenziario ai detenuti sottoposti a regime di 41 bis.

Tutte le misure dovranno prevedere uno specifico programma di intervento educativo, costruito sulla specificità del singolo condannato, che miri a riassicurare un proficuo reinserimento sociale.

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3. Disposizioni in materia di giustizia riparativa e mediazione reo-vittima, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 , 85, lettera f), della legge 23 giugno 2017, n. 103 (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto riforma l’ordinamento penitenziario in materia di giustizia riparativa e di mediazione tra il reo e la vittima. Viene così introdotto per la prima volta nel nostro sistema un modello di intervento che mette al centro la vittima di reato, promuovendo percorsi di riparazione del reo nei confronti di chi ha subito il reato.

I servizi di giustizia riparativa sono promossi attraverso convenzioni e protocolli tra il Ministero della giustizia, gli Enti territoriali o le Regioni.

L’intervento legislativo risponde all’esigenza di responsabilizzazione del reo, garantendo alla vittima che ne faccia richiesta di poter partecipare alla fase di esecuzione della pena.

[FONTE governo.it]

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